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4 mag 2022

"Tappati in casa per troppo rumore Le moto escono a tutta velocità"

Tappati in casa per il rumore delle moto e delle auto che uscendo dalla galleria viaggerebbero a velocità sostenuta tanto da creare rombi assordanti anche a prova di sonno. Attorno una situazione di degrado che va dagli asfalti colabrodo ad un porticato rifugio di giovani per fumare spinelli di gruppo. Chiedono attenzione i residenti di via Canale, la strada che passa sopra la galleria Risorgimento. "Sono due anni che scrivo mail e segnalo la situazione al Comune – sbotta Ezio Romeo, residente e operatore commerciale della zona – non ho mai ricevuto risposta. Le ho indirizzate a tutti, all’assessorato al traffico, ai vigili urbani, alla prefettura ma nessuno si interessa. Ppure le hanno lette perché pochi giorni fa mi sono presentato di persona nei loro uffici e sapevano chi ero. Il primo problema è l’alta velocità dei mezzi, soprattutto le moto, che escono dal tunnel. C’è un limite di 30 chilometri orari ma nessuno li rispetta, cosa ci sta a fare quel cartello? D’estate, con le finestre aperte, sembra di abitare sopra una pista di decollo di cacciabombardieri, un rumore improponibile". Romeo ha un b&b nella via che riceve tutte recensione ottimali ma alla voce rumore la valutazione scende molto in basso. "La gente paga – dice l’operatore – e ha diritto anche a dormire. Ma anche per chi ci abita è una croce. La velocità va rispettata se no i vigili devono intervenire, mettessero un autovelox". Non ricevendo attenzioni dal Comune Romeo si è rivolto alla neo associazione Anti Degrado che, con il portavoce Fabio Mecarelli, ha raccolto subito il suo appello facendo un sopralluogo la settimana scorsa. "Mi appoggeranno – spiega il residente – anche per l’abbandono che abbiamo attorno. Le strade sono dissestate, il nostro porticato ho dovuto cacciare io dei ragazzini che qui vengono a farsi gli spinelli, poi c’è sporcizia anche negli spazi comunali, mancano cestini, il verde è incolto. Adesso farò partire una petizione da portare in Comune perché mi sento preso in giro".

Marina Verdenelli

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