Gaia Pichilli, 29 anni, ha avuto un incidente con un cinghiale
Gaia Pichilli, 29 anni, ha avuto un incidente con un cinghiale

Ascoli Piceno, 22 ottobre 2021 - Quando si dice "Al danno s’aggiunge la beffa". E’ quanto sta capitando a Gioia Pichilli, ragazza di 29 anni, residente con la famiglia ad Acquaviva che, dopo aver rischiato la vita, si ritrova danni permanenti a seguito di una caduta con lo scooter dovuta all’attraversamento di un cinghiale. Poiché l’animale non è morto sul colpo, ma è riuscito a fuggire senza lasciare tracce sul mezzo, la giovane non potrà essere risarcita dei danni subiti.

L’incidente è accaduto il 22 luglio alle 21,45 lungo la strada che da Acquaviva scende a San Benedetto in località Valle del Forno. La ragazza viaggiava in sella al suo Liberty 50cc, quando cadde riportando un gravissimo trauma cranico e facciale, tanto che fu trasportata all’ospedale di San Benedetto e poi trasferita d’urgenza a quello di Ancona in prognosi riservata. Si pensò a un evento autonomo, ma appena si svegliò nel reparto di Rianimazione, raccontò in modo lucido che era caduta per via di un grande cinghiale che le aveva attraversato la strada.

"L’incidente è accaduto il giorno dopo la mia laurea in Biologia molecolare, conseguita all’università di Ancona – racconta Gioia –. Stavo scendendo a San Benedetto per incontrare due amiche a cui volevo offrire un gelato, poiché non erano venute alla mia festa di laurea. Andavo in discesa a non più di 50 chilometri all'ora. Nel punto in cui sono caduta non funzionava il lampione, quindi era abbastanza buio. Improvvisamente – dice ancora – mi sono trovata di fronte un grosso cinghiale che mi è venuto contro e ha fatto effetto catapulta allo scooter che mi ha disarcionata. Mi hanno raccontato che sono stata soccorsa da due ragazzi di passaggio che non conosco. Ho subìto un trauma cranico con crisi epilettica con successivo svenimento. Mi sono risvegliata dal coma 48 ore dopo nel reparto di Rianimazione dell’ospedale di Torrette. Appena nella stanza è entrato mio padre gli ho subito detto che ero caduta per colpa di un grosso cinghiale, ma il mio racconto non basta per chiedere il risarcimento dei danni permanenti subiti, perché il cinghiale non si è trovato e sullo scooter non sono state rilevate tracce visibili dell’animale, anche perché il mezzo è stato portato via con un carro attrezzi e lasciato fuori, quindi anche qualche pelo che vi era rimasto attaccato, dopo diversi giorni, non si è più trovato".

La ragazza, con grande amarezza racconta poi i danni importanti subiti nell’incidente. "Io ho perso la falange del terzo dito della mano destra, due denti incisivi, un trauma facciale che richiede ancora controlli tutti a spese della mia famiglia, poiché io sono ancora alla ricerca di un’occupazione e spero che dopo tanta sfortuna arrivi presto, anche se il momento non è proprio favorevole per trovare un lavoro. Mi sento tradita e beffata, perché siccome non è stata ritrovata la carcassa non ci sono altri elementi al di fuori della mia testimonianza e la legge non riconosce i danni".