Allarme minori stranieri: "Escalation di reati". E la polizia organizza lezioni di legalità

Il questore di Bologna: "L’obiettivo è aiutare questi ragazzi". Agenti nelle comunità per illustrare le regole da rispettare. Controlli per individuare eventuali comportamenti criminali

Bologna, 20 marzo 2024 – Gli ultimi arresti di minorenni non accompagnati, a Bologna, risalgono a sabato. Il questore Antonio Sbordone lo ha detto chiaro: "Tra gli impegni che mi sono prefissato c’è quello di intercettare e aiutare questi ragazzi, che si rendono spesso responsabili di intemperanze, molestie e pure reati". Reati di piccolo cabotaggio "eccetto che nella percezione di chi li subisce", come ha precisato Sbordone, sempre più frequenti in una città che accoglie, in questo momento, oltre quattrocento ragazzini arrivati, via mare o attraverso la rotta balcanica, da altri Paesi. Sabato, cinque di questi giovanissimi, tutti di origine tunisina, hanno messo a segno una rapina ai danni di un diciassettenne in pieno centro, in piazza Malpighi.

Allarme minori stranieri: "Escalation di reati". E la polizia organizza lezioni di legalità
Allarme minori stranieri: "Escalation di reati". E la polizia organizza lezioni di legalità

Hanno accerchiato il ragazzino, gli hanno puntato un cutter al collo e poi lo hanno rapinato del cellulare. Erano le 22 e la polizia, chiamata dalla vittima, ha rintracciato in pochi minuti i giovanissimi autori del colpo: si tratta di tre minorenni (di 16 e 17 anni), un diciannovenne e un ventenne. Gli agenti del commissariato Santa Viola li hanno individuati a bordo di un autobus in via Sant’Isaia: avevano ancora il telefonino rubato alla vittima, che, una volta negli uffici della Questura, ha immediatamente riconosciuto i suoi aggressori. Ad eccezione di un diciassettenne, avevano tutti alle spalle una sfilza di precedenti. E sono stati arrestati per rapina aggravata in concorso.

Questi arresti non fanno che ribadire l’esistenza di un problema sociale, da affrontare in maniera corale. "Non saremo mai soddisfatti per l’arresto di un minorenne – ha detto il questore Sbordone –: il nostro obiettivo è proprio evitare che i giovani commettano reati". E in questa direzione va la collaborazione avviata tra la Questura e l’assessorato al Welfare del Comune felsineo, che si è concretizzata in una serie di incontri nelle 42 comunità del Bolognese che ospitano questi ragazzini. "Si tratta di due tipi distinti di visite – ha spiegato Sbordone –. Da una parte, c’è il lavoro informativo svolto dai poliziotti dell’Anticrimine, che vanno nelle comunità a illustrare ai ragazzi le norme presenti in Italia e i rischi che corrono violandole. Un’attività, nel solco dell’integrazione reale, che ha incontrato il favore degli educatori e anche dei ragazzi, molti dei quali completamente spaesati di fronte a una realtà diversa da quella che conoscevano nei loro Paesi d’origine". Dall’altro lato, di concerto con la Procura dei minori, è stato poi messo in campo "un lavoro di polizia giudiziaria da parte della Squadra mobile, teso a verificare se tra gli ospiti di queste comunità ci siano autori di reati commessi in città", illustra il questore. Nel corso di queste attività, i giovanissimi vengono identificati e gli spazi a loro disposizione perquisiti. "All’esito di questi controlli – dice Sbordone – è stata sequestrata della refurtiva e sono stati rinvenuti anche droga, coltelli e pistole giocattolo, con accertamenti che hanno portato in più casi anche all’identificazione di autori di reati". Un impegno preventivo, quello della Questura bolognese, teso ad "aiutare questi minori: oggi sono molesti o qualcosa di più. Domani, se non indirizzati, possono diventare un problema serio per la comunità. Se riusciremo con queste attività a salvare anche un solo ragazzo – ha concluso il questore – già potremmo dirci soddisfatti".

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