LETIZIA GAMBERINI
Cronaca

Aria di derby in casa Avati. Pupi: "Sono tornato tifoso grazie a Thiago Motta"

Il regista Pupi Avati si prepara al derby familiare tra Roma e Bologna, elogiando il lavoro di Thiago Motta e temendo la sua partenza. Guarderà la partita con il fratello tifoso, sperando in un pareggio per mantenere la pace in famiglia.

Ha l’aria a un derby di famiglia la partita all’Olimpico di domani fra Roma e Bologna. La famiglia è quella di Pupi Avati che, si sa, ha vita professionale e cuore divisi fra la sua città natale e la Capitale italiana del cinema. E se il fratello Antonio "è il vero tifoso, il più accanito, che piange e ride per i rossoblù", i nipoti tiferanno per la formazione di Daniele De Rossi. Una cosa è certa: il maestro guarderà certamente il match che vale una fetta di Champions League. E non era scontato. "Non ero tifoso del Bologna dai tempi di Fulvio Bernardini– esordisce il regista, che sta lavorando al film L’orto americano –, fino a quando non è arrivato Thiago Motta". E allora davvero l’entusiasmo che ha contagiato in questi mesi tanti artisti sotto le Torri non accenna a diminuire.

Le piace l’allenatore rossoblù?

"Ho visto una rinascita di giocatori, questo Saelemaekers che giocava nel Milan mi piace molto. Riccardo Orsolini fa delle cose davvero commoventi e poi Joshua Zirkzee... l’unico timore che ho è che Motta vada via. A Bologna è nato un grande allenatore e sarebbe un pecco perderlo già".

Dipenderà anche dal salto in Europa e la prossima sarà una partita chiave.

"C’è da chiedersi se un risultato tanto straordinario possa pregiudicare la sua presenza: di certo il mister diventa ancora più seducente da parte di club che lo possano ingaggiare, tutte grandi squadre alle quali il Bologna ha appartenuto nel passato più remoto".

Ma ora anche lei è tornato a seguirlo.

"Mio fratello mi ha convinto. Io sono milanista, ma mi sono dovuto ricredere: il Bologna ha fatto passi da gigante. Questa città ha finalmente ha una squadra all’altezza, come in tutti gli altri ambiti. Meritava una squadra così".

Ma allo stadio ci va?

"No, allo stadio sono andato solo una volta nella mia vita".

Guarderà la partita con suo fratello?

"Non guardo la partita con lui, io sono solo un tifoso con competenza limitata. Antonio ha giocato nei pulcini del Bologna e ha già disdetto tutti gli appuntamenti di domani: a partire dalle 14 non vuole più essere disturbato da nessuno".

E della Roma che ne pensa?

"Ha fatto un mutamento radicale da quando è arrivato De Rossi. I miei nipoti sono tutti nati a Roma e ho qualche difficoltà a non apprezzare la squadra ora. Sarà una grandissima sfida dove si vedrà finalmente giocare bene, da tutte e due le parti".

Azzardiamo un pronostico sul risultato?

"La cosa migliore per casa mia, per la tranquillità familiare, sarebbe un pareggio. Ma Antonio spera che il Bologna faccia l’impresa e lo capisco: battere la Roma a Roma è una delle cose più belle che possa capitare. La tifoseria all’Olimpico ha una sonorità che non si può immaginare, è davvero viscerale".

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