Bellini, il figlio: papà mi minacciò. Il verbale inviato alla Corte d’appello. Lui: "Pronto al confronto in aula"

Strage, oggi si discuterà dell’acquisizione delle immagini tratte dal video del turista tedesco. La denuncia di Guido a Reggio Emilia; l’anno scorso pubblicò un libro sui crimini del genitore .

Bellini, il figlio: papà mi minacciò. Il verbale inviato alla Corte d’appello. Lui: "Pronto al confronto in aula"

Bellini, il figlio: papà mi minacciò. Il verbale inviato alla Corte d’appello. Lui: "Pronto al confronto in aula"

Bologna, 7 febbraio 2024 – C’è un fascicolo in Procura a Reggio Emilia con sopra il nome di Paolo Bellini, indagato per minacce aggravate nei confronti del figlio, Guido Bonini.

L’ex Primula nera di Avanguardia nazionale oggi comparirà solo in video in Corte d’assise d’appello, al processo per la strage del 2 agosto 1980. E la Procura generale produrrà ai giudici il verbale dell’audizione del figlio inviato appunto dai pm reggiani, che l’hanno sentito il 1° febbraio scorso, il giorno dopo l’inizio del processo d’appello al padre. In quel colloquio Guido ha dunque rivelato elementi utili al processo sulla bomba in stazione, perciò non è da escludere che possa essere chiamato a testimoniare in aula, benché al momento della strage avesse poco più di un anno. Se ciò dovesse avvenire, Bellini si dice "pronto al confronto".

Le minacce denunciate potrebbero c’entrare con una lettera cui Bellini affidò le proprie repliche sul libro pubblicato da Bonini l’anno scorso, ’Il figlio del male’ , che parla delle attività criminali del padre. Le indagini sono del procuratore capo di Reggio Emilia Gaetano Calogero Paci con la pm Giulia Galfano.

L’imputato, che al processo è difeso dagli avvocati Antonio Capitella e Manfredo Fiormonti, ora è in carcere a Spoleto, arrestato la scorsa estate per rischio di reiterazione di reato dopo che fu intercettato mentre minacciava la ex moglie Maurizia Bonini (la madre di Guido, che ne ha appunto preso il cognome) e il giudice della sentenza di primo grado Francesco Maria Caruso. La donna fu la testimone chiave del processo, poiché fece crollare l’alibi di Bellini, spostando l’orario del loro incontro a Rimini, quel 2 agosto di 44 anni fa, a uno compatibile con la presenza dell’uomo in stazione alle 10,25. Sempre lei, poi, lo riconobbe nel video girato da un turista tedesco poco dopo lo scoppio.

I difensori di Bellini, la scorsa udienza hanno chiesto alla Corte di permettergli di presenziare dal vivo alle udienze e non solo in video; i giudici hanno stabilito che il trasferimento sarà valutato man mano. Oggi si discuterà della richiesta d’acquisizione delle immagini di un orologio ripreso nel video del turista, che per gli avvocati Capitella e Fiormonti segna un orario incompatibile con la presenza del loro assistito in stazione.

L’ex terrorista in primo grado è stato condannato all’ergastolo; a processo con lui l’ex capitano dei carabinieri Piergiorgio Segatel (depistaggio) e l’ex amministratore di condominio Domenico Catracchia (falso ai pm).

f. o.

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