Biblioteca Eco, l’ok delle Belle Arti. Gara in primavera, un anno di lavori

Recepite alcune prescrizioni della Soprintendenza, si punta a inaugurare nella seconda metà del 2025. Il rettore Molari: "In linea con il cronoprogramma". La sottosegretaria Borgonzoni: "Finalmente ci siamo".

Biblioteca Eco, l’ok delle Belle Arti. Gara in primavera, un anno di lavori
Biblioteca Eco, l’ok delle Belle Arti. Gara in primavera, un anno di lavori

La Soprintendenza, due giorni fa, ha dato l’ok al progetto definitivo della biblioteca ‘Umberto Eco’, il grande scrittore e semiologo scomparso nel 2016, al quale Bologna (al pari di Milano), ha deciso di dedicare un luogo del cuore, della cultura, della scienza. Come la grande biblioteca che l’autore de ‘Il nome della Rosa’ aveva in casa sua, e dopo l’ok con gli eredi – passato da un accordo con il ministero della Cultura – si può finalmente andare verso l’inaugurazione sotto le Torri. Alla Braidense di Milano, invece, la sezione dedicata a Eco è stata già inaugurata.

Come noto, il prestigioso progetto prenderà vita nel complesso di Palazzo Poggi, nelle adiacenze della Bub (la biblioteca universitaria). La struttura avrà l’accesso su piazza Puntoni. A confermare che tutto sta andando secondo i tempi è il rettore Giovanni Molari. "Siamo perfettamente in linea con il cronoprogramma di diversi interventi molto importanti, come la Biblioteca Eco, dobbiamo correre – spiega Molari –. L’obiettivo è avere l’affidamento dei lavori in aprile, poi per i lavori ci vorrà un anno". Se tutto andrà per il meglio, si può ragionevolmente pensare che la Biblioteca Eco possa essere inaugurata nella seconda metà del 2025. "C’è tutto un grande lavoro dietro, da parte dei nostri uffici dell’Edilizia – spiega ancora il rettore –. Per questo voglio ringraziare il delegato Gian Luca Morini, il direttore generale Sabrina Luccarini e la dirigente Evarita D’Archivio". Soddisfatta anche Lucia Borgonzoni. "Come ministero della Cultura seguiamo da anni e da molto vicino questo progetto, molto importante per Bologna, per l’Italia e per lo straordinario lascito di Umberto Eco – sottolinea la sottosegretaria leghista del Mic –. Finalmente la Biblioteca Moderna vedrà luce, c’è l’ok delle Belle Arti e ora si acceleri con i lavori, sarà un luogo magico che Bologna attende da tempo".

Il progetto di fattibilità tecnica ed economica è stato recepito con alcune prescrizioni formulate dalla Soprintendenza. Niente di particolarmente critico, solo qualche aggiustamento strutturale visto che i locali di proprietà dell’Alma Mater dovranno essere massicciamente ristrutturati. La Biblioteca Moderna comprende circa 44mila volumi: è composta dalla biblioteca della casa-studio di Milano, incluse le scorte delle edizioni italiane ed estere, circa 33mila volumi. Nella casa di Monte Cerignone, Eco aveva trasportato altri 11mila fra libri e riviste, principalmente libri non più in uso. Sui 33mila volumi della biblioteca-studio milanese, circa 5mila presentano dediche. Annotazioni e commenti, invece, compaiono su circa 2.500 volumi. L’archivio delle carte, invece, è formato da oltre 300 raccoglitori, che comprendono la corrispondenza ufficiale archiviata da Eco dagli anni Cinquanta. Ci sono poi circa 100 raccoglitori che contengono appunti (a stampa, dattiloscritti e manoscritti), che Eco aveva negli anni dislocato in vari punti delle due case.

Dal punto di vista architettonico, il collegamento tra la biblioteca di casa sua a Milano e Bologna saranno le scaffalature bianche: distribuite su due livelli divisi da un ballatoio, costituiranno una citazione esplicita dell’ambiente di provenienza, ovvero la

lunga teoria di librerie bianche nell’appartamento milanese del professore. Il ballatoio distribuirà funzionalmente gli spazi richiamando le forme neoclassiche della biblioteca a due livelli voluta da Benedetto XIV, ovvero l’odierna Aula Magna della Bub. I lettori avranno a disposizione ambienti per la consultazione e per lo studio, assistiti da

personale qualificato. Sarà possibile immergersi nella biblioteca dei libri moderni di Umberto

Eco, posizionati seguendo lo schema originale della casa-studio di Milano.

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