Bologna com’era: assolto il termovalorizzatore

Il 10 luglio 1973 nasceva il termovalorizzatore di via del Frullo, contestato dagli ambientalisti per le emissioni di diossina. Le indagini scientifiche condotte da CNR, laboratori di igiene e profilassi e facoltà di Chimica hanno dimostrato che i fumi non erano nocivi.

Bologna com’era:   assolto il termovalorizzatore

Bologna com’era: assolto il termovalorizzatore

Il termovalorizzatore di via del Frullo (foto) compie 50 anni: nato come inceneritore di rifiuti il 10 luglio 1973, nel corso dei decenni è stato trasformato, potenziato e messo in sicurezza. Tuttavia, dopo la costruzione dell’impianto voluto dal sindaco Renato Zangheri, non mancarono le contestazioni degli ambientalisti circa la nocività dei fumi. L’accusa sosteneva che vi fossero emissioni eccessive di diossina. L’Azienda municipalizzata (Amnu) e il Comune promossero indagini continue per analizzare i fumi condotte da un qualificato gruppo di lavoro composto da vari esperti (Cnr, laboratori di Igiene e profilassi di varie città, facoltà di Chimica). Nel 1980, i risultati di ulteriori indagini scientifiche furono illustrati, presente l’ufficiale sanitario del Comune prof. Antonio Faggioli, dai dirigenti dell’Azienda: "I fumi dell’inceneritore non sono nocivi".

Marco Poli

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