Bologna com’era: così nacque la Compagnia degli Speziali

Gli speziali, oggi farmacisti, si organizzarono in "Compagnia" nel 1200. Oggi rispondono ancora ad un "ordine". Prestigio e potere aumentarono, inventando il "numero chiuso" nelle botteghe. A metà Settecento erano 25 per 70.000 abitanti.

Bologna com’era: così nacque  la Compagnia degli Speziali
Bologna com’era: così nacque la Compagnia degli Speziali

Fin dalla seconda metà del ‘200 gli speziali, gli odierni farmacisti, si costituirono in "Compagnia" (o Arte) e si dettero rigide regole di comportamento; quell’organizzazione ha resistito per otto secoli, visto che ancor oggi i farmacisti rispondono ad un "ordine dei farmacisti". Il sempre maggiore prestigio (e potere) degli speziali è dimostrato dal fatto che, quando nel 1376 fu costituita la Mercanzia (Universitas Mercatorum) gli speziali (foto) furono chiamati a farne parte assieme ad altre 11 Corporazioni. La "compagnia degli speziali" fu la prima a inventare il "numero chiuso", pratica che resiste ancora oggi e non solo per le farmacie. Fu deciso che le botteghe degli speziali dovessero sorgere in numero contingentato e a distanza prestabilita l’una dall’altra. A metà del Settecento erano circa 25 per una popolazione di 70.000 abitanti. (segue)

Marco Poli

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