Bologna com’era: il Carnevale al tempo della Restaurazione

Nel 1816, l'Arcivescovo Oppizzoni proibì ai sacerdoti di partecipare ai festini pubblici durante il Carnevale, mentre al popolo era consentito travestirsi nel rispetto della religione. Dopo il 1848, i festeggiamenti furono sospesi fino al 1855.

Bologna com’era: il Carnevale  al tempo della Restaurazione
Bologna com’era: il Carnevale al tempo della Restaurazione

Nel 1815 la parentesi dell’occupazione francese-napoleonica era già un ricordo: tornato il Papa Re con il supporto delle truppe austriache mutò il clima politico e sociale. L’Arcivescovo, cardinale Carlo Oppizzoni, in occasione del Carnevale del 1816 firmò un editto col quale, premesso che il tempo di Carnevale può essere "pericoloso per le anime", proibiva anzitutto ai sacerdoti di mettersi in maschera e di partecipare a "festini pubblici". Al popolo, invece, era consentito travestirsi purché nel rispetto della religione e dei sacerdoti; nessuna persona mascherata "abbia l’ardire di porre piede in una chiesa"; in caso di corteo funebre i corsi mascherati debbono evitare l’incontro e deviare il percorso. Dopo i fatti del 1848, il Cardinale sospese i festeggiamenti carnevaleschi fino al 1855. Riprese l’anno successivo quando furono allestiti carri e corsi mascherati (foto).

Marco Poli

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