Bologna com’era: non si parlò più del ponte sullo stretto di Messina

L'articolo del 1 febbraio 1862 de "Il Monitore" discute di un audace progetto di costruzione di archi di mille metri per un ponte, ma il progetto non ebbe seguito. La neonata nazione italiana aveva altre priorità.

Bologna com’era: non si parlò più  del ponte sullo stretto di Messina

Bologna com’era: non si parlò più del ponte sullo stretto di Messina

L’articolo de "Il Monitore" (1 febbraio 1862) proseguiva: "Ammettendo pure, con tutta riserva, la possibilità di costruire archi di mille metri, non si può fare a meno di essere sedotti dall’ardimento di simile concetto, specialmente quando emani da un ingegnere come l’autore del ponte di Brest, che ha già dato saggio di sè. Insomma, l’inventore si propone di costruire archi di mille metri: questi archi, secondo lui, non potrebbero oscillare né verticalmente, né orizzontalmente e per conseguenza non si sformerebbero in alcun modo sotto il passaggio di pesanti convogli e sarebbero tetragoni all’azione dei venti più violenti". Del progetto del ponte non se ne parlò più e non vi fu seguito. D’altra parte la neonata nazione italiana aveva problemi urgenti da affrontare per trasformare una nazione che doveva anzitutto unificare la moneta, le leggi, l’organizzazione del territorio.

Marco Poli

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