Benedetta Cucci
Cronaca

Bolognina, il quartiere cambia volto: locali, trattorie, botteghe

C’è un gran Fermento giù dal ponte di Galliera

COME ALL’ESTERO Le atmosfere  del nuovo bar ‘Fermento’ di via Serra, alla Bolognina

COME ALL’ESTERO Le atmosfere del nuovo bar ‘Fermento’ di via Serra, alla Bolognina

Bologna, 31 luglio 2015 - E' risaputo. Un bar, in un quartiere, ma anche semplicemente in una strada, può scrivere la storia della sua socialità. Se apre uno spazio fatto bene, con una proposta di qualità, attirerà un certo pubblico. Se spunteranno subito le slot machine, per dire, sarà come un canto delle sirene. Ecco cosa sta succedendo in un quartiere nel quartiere – Navile – come la Bolognina: i bar e i ristoranti stanno cambiando la faccia socio-culturale di questo pezzo di città che è sempre stato considerato «là dietro», «laggiù dopo il ponte», nonostante da via Matteotti a piazza Maggiore siano 15 minuti a piedi. E non si tratta di gentrificazione, perché chi sceglie di avviarvi la propria attività non è certo esponente della ricca borghesia.

LA STESSA cosa vale per chi decide di acquistare casa, perché alla Bolognina il metro quadrato ha ancora un costo possibile: sono soprattutto giovani dallo stile di vita alternativo, magari artisti o attivisti della sostenibilità, gente che rinuncia al tutto vicino e si muove in bicicletta. Che piuttosto che scendere da una casa minuscola ed essere sotto le Due Torri in cinque minuti, cerca un giardino per estendere la propria vita e magari coltivare l’orto. È in atto un grande cambiamento al di là del ponte della ferrovia. Anzi, prendendo in prestito il nome da un nuovo bar che ti catapulta in un’atmosfera nordeuropea e che ha appena aperto in via Serra - destinata a diventare un distretto del cibo molto appetibile per cittadini e turisti -, c’è ‘Fermento’ in Bolognina. E tra caffè, tagliatelle al ragù, tigelle, arrosti, birre artigianali e creme inglesi, in questa stradina dove è aperto da tempo anche l’hotel Il Guercino, e su cui si affaccia il Punto macrobiotico, si vede sempre più spesso una mescolanza tra anziani e giovani, bolognesi e studenti, signorine hipster e signore della zona.

I PRIMI ad arrivarci sono stati Flavio e Tommaso, della Trattoria Serra, ormai segnalata dalla maggior parte delle guide gourmet. Ed è proprio Flavio ad affermare: «Lo dico a tutti i colleghi che vogliono aprire qualcosa ma che in centro si vedono costretti ad affitti altissimi: la Bolognina è perfetta e più si è meglio ci si farà sentire». Qualcuno sta capendo la situazione: la Bottega specialità toscane aperta sull’uscita Carracci della stazione, a parte essere un po’ una beffa sul marketing territoriale che qui parla con l’acca aspirata, è una bella scommessa e anche un buon catalizzatore di umanità: raramente si è visto un caffè così ospitale nei paraggi di una stazione. Sara Roversi e Andrea Magelli di Youcangroup il loro primo Well Done devoto all’hamburger gourmet l’hanno voluto aprire in una via Fioravanti che lentamente sta cambiando faccia (la street art di Blu sulle pareti dell’ex Mercato ortofrutticolo è un’attrazione) e dove c’è comunque chi ci crede da una vita, come la mitica trattoria Nonna Aurora i cui tortellini sono tra i migliori della città. E se non bastassero i punti nevralgici del futuro prossimo segnati su una mappa che ispira scoperta e curiosità, state sintonizzati, perché a fine settembre in via Flora, in un ex deposito, aprirà Sos, la Scuola di architettura sostenibile di Mario Cucinella, che qui ha trasferito lo studio: al suo interno ci sarà anche una caffetteria e si cercano gestori visionari interessati a un bel progetto. C’era una volta la svolta, quella vera.