Brock nel College dell’Orchestra Senzaspine

Il maestro, oggi e domani al Duse, si racconta. "In arrivo l’anteprima di Amarcord di Fellini con le musiche di Rota tornate a nuova vita"

Brock nel College dell’Orchestra Senzaspine

Brock nel College dell’Orchestra Senzaspine

È un incontro unico, quello tra l’Orchestra Senzaspine e Timothy Brock, che andrà in scena stasera al Duse (ore 21)) per la prima di College, esecuzione dal vivo delle musiche del capolavoro del cinema di Buster Keaton del 1927, scritte per l’occasione dal Maestro americano che dirigerà la formazione bolognese. Replica domani alle 15.

Maestro Brock, che approccio ha avuto alla composizione delle musiche di College?

"Il film è un grande classico del cinema di tutti i tempi, non solo dell’epoca del muto. Quello che ho provato a fare è stato entrare nella mente del geniale regista, immaginare come se fossi al suo fianco durante la lavorazione della pellicola, come avrebbe voluto, attraverso la scelta dei diversi suoni, enfatizzare un racconto che si basa sulle migliore forme espressive di Buster Keaton. La storia dello studente maldestro alle prese con le tecniche di conquista della bella ragazza è stata una occasione per sottolineare le sue irresistibili espressioni corporee".

È la prima volta che collabora con l’Orchestra Senzaspine. "Sì, ed è stato un incontro virtuoso. L’Orchestra ha le caratteristiche che secondo me una formazione giovanile deve avere per fare la differenza e sviluppare una propria, perfettamente riconoscibile identità. Loro posseggono, ed esprimono sul palco, una straordinaria energia. E questo è sicuramente un merito della giovane età media dei musicisti. A questo abbinano, ed è un prezioso merito, una grande apertura mentale. Sono disponibili a recepire, e a analizzare e abbracciare, idee molto diverse. Sono convinto che per un ensemble classico la duttilità sia una importante risorsa: la Senzaspine la possiede".

Lei ha lavorato a tantissime colonne sonore originali di film muti. Ha un metodo di creazione particolare?

"La fase iniziale è sempre quella della visione attenta e ripetuta del film, per individuare, proprio come è successo con College, la tecnica narrativa adottata all’epoca dal regista e provare a sentirlo al mio fianco, come se stessimo collaborando. Poi passo alla scrittura che procede sempre per brevi frammenti, quasi fotogramma per fotogramma. Compongo la musica per frazioni di pochi secondi e poi le lego tra loro sino a quando non ho di fronte la trama sonora che avevo in mente".

Lei vive da anni a Bologna.

"Sì, qui c’è una istituzione di fama internazionale come la Cineteca di Bologna e c’è il festival Il Cinema Ritrovato, realtà con le quali collaboro stabilmente, in particolare sul Progetto Chaplin, dedicato al restauro dei suoi capolavori".

Ci può anticipare quali sono le sue prossime iniziative?

"Dopo la ‘prima’ lo scorso anno alle Terme di Caracalla a Roma, portiamo in Europa la versione restaurata de Il Grande Dittatore di Charlie Chaplin, per il quale mi sono occupato del restauro della colonna sonora. Il prossimo luglio, se i tempi di lavorazione ce lo permetteranno, presenteremo in anteprima mondiale il capolavoro di Federico Fellini Amarcord, con le meravigliose musiche di Nino Rota tornate a nuova vita".

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