Carcere, agente sfregiato. Un altro preso a calci

Un detenuto ha aggredito il poliziotto ferendolo al volto con una lametta. Durante e Borrelli (Sappe): "La situazione all’interno della Dozza è esplosiva" .

Carcere, agente sfregiato. Un altro preso a calci

Carcere, agente sfregiato. Un altro preso a calci

Un agente ferito al volto con una lametta. Un altro preso a calci e pugni, con lesioni per sette giorni di prognosi. La situazione, alla Dozza, resta esplosiva. I numeri della popolazione penitenziaria sono sempre troppo alti rispetto alla capienza massima della casa circondariale: 812 i detenuti presenti (su un massimo di 500), con sezioni ancora chiuse perché in ristrutturazione. E anche una carenza di organico tra il personale della penitenziaria, ulteriormente fiaccato dall’influenza, con quaranta poliziotti in malattia.

Una situazione in cui contenere le intemperanze dei detenuti più problematici diventa una sfida di sopravvivenza. Così è accaduto l’altro giorno, come denuncia il sindacato Sappe, quando un detenuto tunisino, che si rifiutava di essere trasferito in un istituto in Sicilia, ha aggredito i poliziotti che lo stavano accompagnando: l’uomo, che aveva con sé una lametta, in un impeto di violenza ha colpito l’agente al volto, ferendolo con la lama. Solo grazie alla pronta reazione dell’operatore, che si è difeso, non ci sono state conseguenze più gravi per lui, mentre un collega, che era arrivato ad aiutarlo, è stato malmenato dall’esagitato e ha dovuto fare ricorso alle cure in ospedale.

"A Bologna – affermano Giovanni Battista Durante, segretario generale aggiunto del Sappe e Francesco Borrelli, vicesegretario regionale – il numero dei detenuti ha superato le 800 unità e il personale è sempre di meno, anche a causa di oltre quaranta ammalati per influenza stagionale". Una situazione, come spiegano i sindacalisti, "peggiorata dalle pessime condizioni interne, per la ridotta erogazione del riscaldamento. Sono tante le lamentele del personale e anche degli operatori esterni, per questa problematica, per cui sarebbe opportuno rivedere gli orari di apertura dei condizionatori, in considerazione delle basse temperature registrate in questi giorni". Un disagio che, oltre a rendere ogni giorno più duro il lavoro del personale del carcere, non fa che alimentare ancora di più il malcontento dei detenuti già costretti a condividere spazi angusti, in più anche in condizioni climatiche inadeguate.

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