Cau, ultimi preparativi alla Casa della comunità

Dalle coliche renali a congiuntiviti e ustioni minori, ambulatori pronti ad accogliere i pazienti. L’apertura scatterà il 18 dicembre

Cau, ultimi preparativi alla Casa della comunità

Cau, ultimi preparativi alla Casa della comunità

Con un’anteprima nel consiglio comunale di giovedì scorso e un’assemblea pubblica in programma martedì alle 20,30 al teatro comunale Laura Betti, a Casalecchio si prepara la riforma dei servizi territoriali di emergenza ergenza, con riflessi importanti anche sul servizio erogato alla Casa della salute di piazza Rita Levi Montalcini dove è prevista l’inaugurazione del nuovo Centro assistenza urgenza (Cau). Una piccola rivoluzione, ha spiegato in consiglio l’assessore regionale alla sanità Raffaele Donini, che riguarda tutta la regione, dove cambiano le modalità per accedere al Pronto soccorso e ai servizi di emergenza-urgenza. "L’obiettivo della Regione, in collaborazione con l’Azienda Usl, è quello di garantire a tutti i cittadini la cura migliore e un percorso di assistenza personalizzato, in tempi rapidi e senza lunghe attese – ha premesso Donini –. E farlo direttamente nei territori, evitando di intasare i Pronto Soccorso dei grandi ospedali, dove far confluire solo i casi più gravi". In Emilia Romagna entro il prossimo 31 dicembre apriranno trenta Cau, diffusi in ogni provincia del territorio regionale, dove saranno presi in carico e curati i cittadini con problemi urgenti, ma meno gravi. Così dopo le aperture già avvenute a Budrio, Vergato e la prossima apertura al Navile, l’ultimo Cau dell’area metropolitana bolognese inaugurerà il prossimo 18 dicembre alla Casa della Salute di Casalecchio, che con questo passaggio cambierà anche il nome: si chiamerà infatti Casa della comunità. Nell’incontro pubblico rivolto a tutta la cittadinanza, martedì prossimo, interverranno il sindaco Massimo Bosso, l’assessore regionale Raffaele Donini, il direttore generale dell’Azienda Usl di Bologna Paolo Bordon, la direttrice del distretto sanitario Reno Lavino Samoggia Ilaria Camplone e il direttore dell’unità operativa cure primarie dell’Appennino Alessandro Fini. Occasione colta dal Comune anche per consegnare alcuni riconoscimenti alle associazioni casalecchiese attive in ambito socio sanitario, ma finalizzata all’illustrazione delle novità. Il Cau infatti è una sorta di ‘pronto soccorso’ organizzato per i casi meno gravi. Ci si potrà andare con propri mezzi o indirizzati dal proprio medico di base oppure su suggerimento della centrale del 118. Non c’è bisogno di prenotazione. Ci saranno ambulatori, lettini, barelle, frigoriferi per la conservazione dei farmaci e una dotazione completa di strumentazione per la diagnostica, compresi Ecg, ecografi, Tac, defibrillatore e kit per le emergenze. I medici presenti, il cui numero varierà in base alle dimensioni del Cau stesso, potranno erogare prestazioni che vanno dalla visita medica ai certificati, dalle terapie farmacologiche alle analisi di laboratorio, fino procedure chirurgiche minori come suture e medicazioni. L’elenco delle patologie che secondo la Regione possono essere curate al Cau è dettagliato e lungo: si va dalle coliche renali alle congiuntiviti, contratture muscolari, diarrea acuta, dolore addominale, dolore articolare non da trauma, febbre, otite, tosse, ustioni minori.

Gabriele Mignardi

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