"C’è già una collaborazione rodata tra i Cau e gli specialisti di Pediatria"

L’Ausl: "Percorsi di formazione fin dallo scorso agosto ai medici dei centri"

"C’è già una collaborazione rodata tra i Cau e gli specialisti di Pediatria"
"C’è già una collaborazione rodata tra i Cau e gli specialisti di Pediatria"

Mentre ancora si discute dell’utilità e delle competenze dei Cau ’generalisti’ – che nella settimana da Natale a Capodanno hanno fatto registrare q1uasi 1.500 accessi, di cui un terzo solo a quello del Navile – c’è già chi, nel dibattito pubblico, avanza l’ipotesi di realizzare dei Cau pediatrici, magari anche per far fronte alle ondate influenzali che, come in questo periodo, stanno attaccando i più piccoli con particolare veemenza. Chiara Ghizzi, direttrice del Dipartimento materno infantile dell’Ausl (nella foto insieme con Antonio Ragusa, nuovo direttore dell’Ostetricia) mette però in chiaro che il dialogo tra i professionisti della pronto soccorso pediatrico e i medici del Cau è già aperto da tempo e funziona.

"Siamo stati coinvolti fin dallo scorso agosto, come centro di formazione di Pediatria, a fornire formazione ai futuri medici Cau – chiarisce Ghizzi –, dai corsi di rianimazione cardiopolmonare di base fino alle lezioni in cui discutere con medici e pediatri delle principali patologie pediatriche. Questo ha implementato le loro conoscenze e creato un rapporto sinergico. Per noi è piuttosto abituale che un medico del Cau chiami un nostro medico del pronto soccorso pediatrico per chiedere un consiglio o discutere un caso oppure valutare la necessità dell’invio del bambino al pronto soccorso. Questo è un progetto molto intelligente e lungimirante che hanno avuto le nostre direzioni, introducendo la parte pediatrica in un percorso di formazione che è tuttora in essere e che continua". E qualora venissero fuori, nel corso dei prossimi mesi criticità nella gestione dei pazienti pediatrici "le direzioni penseranno a una strategia utile in quel senso" sottolinea Ghizzi.

La quale ha fatto il punto anche sul picco influenzale pediatrico. "Siamo di fronte alla tipica aggressione virale stagionale – ha chiarito Ghizzi –. Nulla di diverso rispetto al solito. Certo, sono numeri importanti rispetto all’epoca pre-Covid, ma non abbiamo virus nuovi, batteri nuovi o malattie nuove, e il Covid non è la patologia che per prima fa ricoverare i piccoli. Abbiamo prevalentemente influenze, bronchioliti o insufficienze respiratorie che sono la norma in questo periodo. Si tratta di numeri poderosi, ma resistiamo all’urto e crediamo che l’andamento inizierà a fermarsi nelle prossime settimane".

a. z.

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