Cedri, castagni e gelsi: ecco i nuovi patriarchi

Nell’elenco degli alberi monumentali della Regione entrano 16 esemplari di grande pregio naturalistico e storico che saranno tutelati

Ci sono 16 nuovi alberi monumentali in provincia di Bologna sui 38 esemplari che la Regione ha deciso di aggiungere, aggiornando l’elenco già esistente. Gli ultimi ingressi portano le tutele complessive sul territorio regionale a 658 riferite a singole piante, gruppi e filari, considerando nel numero totale anche gli alberi monumentali d’Italia presenti in Emilia-Romagna.

"Le nuove tutele sono frutto di segnalazioni di cittadini e Comuni – spiega l’assessore alla forestazione Barbara Lori – a dimostrazione di una sensibilità in crescita che vogliamo accompagnare, rafforzando l’azione di salvaguardia come previsto dalla legge da poco approvata". Gli esemplari sono inclusi nell’elenco di tutela sulla base di parametri come la dimensione, l’età e la rarità botanica che li rendono unici, testimoni viventi di ecosistemi complessi e di epoche passate. Fra le altre caratteristiche valutabili la posizione dominante nel paesaggio e il legame con eventi storici, culturali e religiosi. Questi giganti vegetali, per la loro importanza ambientale, al pari degli umani, hanno bisogno di maggiore cura nelle fasi avanzate del loro ciclo vitale, così da prolungarne nel tempo l’esistenza. In Emilia-Romagna agiscono in parallelo due diversi tipi di tutela: quella nazionale, che riguarda piante di dimensioni maggiori, e quella regionale. Gli alberi monumentali possono appartenere a specie originarie del territorio, autoctone, oppure alloctone, importate dall’esterno, essere di origine naturale o artificiale, ubicati sia su proprietà pubbliche che private e in ambiti urbani e rurali.

Ogni esemplare tutelato diviene di fatto intangibile: gli unici interventi possibili sono quelli legati alla sopravvivenza dell’albero e alla pubblica incolumità. Il settore foreste della Regione, a tale scopo, concede contributi per la salvaguardia degli alberi monumentali. Gli esemplari bolognesi da poco inseriti nell’elenco si trovano in diversi comuni e offrono uno spaccato della grande varietà racchiusa dall’elenco. A Montovolo di Grizzana Morandi verranno tutelati 5 castagni, a Zola Predosa un melo un cedro e un gelso. A Bologna un frassino e un cipresso, a Vergato una roverella e un cedro del libano, ad Alto Reno Terme un pero e un castagno, a, San Lazzaro un cedro dell’ Himalaya e a Marzabotto una farnia. La tutela dei giganti vegetali arriva dopo di un iter di valutazione durato circa due anni.

La valle del Reno festeggia così i suoi giganti, monumenti viventi freschi di riconoscimento regionale. Ben 10 esemplari arborei sui 16 inseriti nell’ elenco regionale delle piante tutelate si trovano infatti lungo l’asse del grande fiume. "L’Appennino è ricco di eccellenze naturali – ricorda il sindaco di Vergato Giuseppe Argentieri –, nei confronti di questi patriarchi vegetali abbiamo dei doveri di tutela e l’inserimento nell’elenco è un’opportunità per offrire loro le cure necessarie. Nel territorio di Vergato diventano monumentali una roverella a Tolè, in località Torre e un cedro del Libano del capoluogo, nei pressi del nascente Centro documentale della Linea Gotica".

"Apprendo con orgoglio che 5 castagni secolari dell’ oasi Wwf di Montovolo sono diventati alberi monumentali – chiosa Franco Rubini sindaco di Grizzana – testimoni della nostra storia e delle antiche tradizioni". "Mi dà gioia la notizia dell’inserimento della maestosa farnia di Sibano – aggiunge Valentina Cuppi, sindaca di Marzabotto – tra gli alberi monumentali. Questo riconoscimento può fungere da volano per il turismo lento a cui il territorio è vocato". Da oggi la vallata in cui scorre il Reno, ha dieci ragioni in più per essere conosciuta e visitata.

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