Cenerini, moda ed etica per le donne "Il mio cuore fra le comunità"

Carolina Cenerini, giovane imprenditrice, ha fondato 'Desde el Sur con amor' per supportare il lavoro artigianale femminile in America Latina. Un progetto che promuove l'handmade, le tradizioni ancestrali e i sogni delle artigiane.

Cenerini, moda ed etica per le donne  "Il mio cuore fra le comunità"
Cenerini, moda ed etica per le donne "Il mio cuore fra le comunità"

Nonostante non ci abiti più da quasi vent’anni, continua a considerare Bologna una casa. Carolina Cenerini, giovane imprenditrice, ha studiato legge all’Alma Mater per poi lavorare tredici anni per le Nazioni Unite. In particolare si è dedicata a vari progetti legati all’equità di genere, tutti ’sul campo’: in Kenya, Somalia e America Latina. E siccome per Cenerini "è lì che batte il cuore, a stretto contatto con le comunità, vicino ai bisogni della gente", qualche anno fa ha deciso di trasferirsi definitivamente a Panama. Lì, nel 2019, ha fondato ‘Desde el Sur con amor’ (Dal sud con amore).

Cenerini, in cosa consiste questa iniziativa?

"Si tratta di un’impresa sociale che nasce allo scopo di supportare il lavoro artigianale femminile in America Latina. Nello specifico, il progetto nasce dall’idea di creare un collegamento tra i paesi del Sud con l’Italia, al fine di valorizzare le competenze di oltre cento artigiane che, con le loro mani - da Panama, Colombia e Messico - creano oggetti unici in grado di raccontare le tradizioni e la cultura del loro territorio".

Cosa o chi porta a Bologna?

"Il progetto si muove su due binari: uno commerciale e uno sociale. Per quanto riguarda il primo, ci occupiamo della produzione e della distribuzione di accessori donna e arredo casa, fatti a mano eticamente, sia tramite una piattaforma di e-commerce, sia tramite dei pop-up stores. A Bologna abbiamo organizzato vendite private che hanno riscosso molto successo. Per quanto riguarda l’aspetto sociale, cerchiamo di supportare la crescita delle nostre artigianecon iniziative di formazione".

Di che tipo?

"Spesso le donne con cui lavoriamo sono vittime di violenza, immigrate o madri single, e noi, talvolta anche per mezzo di mostre fotografiche, cerchiamo di raccontare le loro sfide per sensibilizzare la collettività. Dietro a una borsa o a dei semplici orecchini c’è molto di più: cultura, tradizione, emancipazione femminile. Questa è la dimensione del progetto che mi interessa maggiormente, anche perché io vengo da questo mondo, non da quello della moda".

Quando parla di produzione ’etica’, si riferisce anche alla tutela dell’ambiente.

"Certo. Per esempio, al momento le nostre artigiane Wayuu, insieme a un piccolo gruppo di donne rifugiate venezuelane, stanno lavorando in un campo profughi, nella Guajira colombiana, alle tipiche mochilas, borse cucite a mano in cotone naturale e plastica. Così facendo le artigiane insegnano loro l’arte del tessere e riducono la mole di rifiuti in plastica che ogni giorno si accumulano in quel luogo, generati perlopiù dagli imballaggi delle forniture umanitarie".

Da chi è finanziato il progetto?

"Da me; tuttavia, a livello di networking, mi avvalgo del supporto di ‘Impulsa Centro America’ che fa parte di ‘Bridge for Billions’, un’iniziativa che supporta lo sviluppo di molte imprese sociali in America Latina. Per adesso siamo una piccola squadra, ma contiamo di affermarci sempre più, promuovendo sia l’handmade, sia le tradizioni ancestrali di chi realizza i nostri pezzi, così come i loro sogni e ambizioni".

Manuela Valentini

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