Chiara Canzian: "Il mio canto per Grizabella"

La figlia del polistrumentista e voce dei Pooh è tra i protagonisti del musical Cats, all’Europauditorium da stasera a domenica

Chiara Canzian: "Il mio canto per Grizabella"
Chiara Canzian: "Il mio canto per Grizabella"

Aristogatta. Ci sono le vestigia di una Roma deturpata e sorniona ad incorniciare i versi di Thomas Stearns Eliot nella versione di ’Cats’ in replica all’Europauditorium da oggi a domenica. Una edizione in chiave trasteverina del celebrato musical di Andrew Lloyd Webber approntata dal regista Massimo Romeo Piparo nel quarantennale del debutto a Broadway che vede Chiara Canzian, figlia del bassista dei Pooh, vestire i panni di Grizabella, gatta-diva decaduta a cui è legata la parte più struggente del racconto, ed intonare quella ’Memory’ divenuta uno dei grandi classici della storia del musical.

Chiara come si trova in questi suoi panni di ’catwoman’?

"Grizabella la sento molto nelle mie corde perché è un personaggio drammatico e io mi sento più a mio agio più in quei ruoli che negli altri. Ovviamente ho pure una vena brillante, ma non mi è ancora capitato di tirarla fuori sul palcoscenico. In questo allestimento a Roma e Milano l’ha interpretata Malika Ayane, ma nel resto del tour il ruolo è mio".

Canta solo tre pezzi. Il pubblico come la prende?

"Per essere la protagonista, Grizabella ha una presenza in scena limitata: circa un quarto d’ora diviso in tre uscite. Quindi un tempo piccolo rispetto a quello speso sul palco dagli altri protagonisti. Ma il musical è così popolare che la gente lo sa. E poi quei tre momenti sono così intensi da lasciare il segno su tutto lo spettacolo".

In ’Cats’ cantate con l’accompagnamento dall’Orchestra diretta dal maestro Emanuele Friello, mentre altri musical usano le basi. Lei che dimensione preferisce?

"Cambia il feeling. Poter interagire con dei musicisti giova a livello di dinamiche perché, se una sera il cantante spinge un po’ di più, pure l’accompagnamento può adeguarsi a quel tipo d’intensità, diventando così un valore aggiunto. E poi la musica dal vivo trasmette suggestioni diverse rispetto alla base. Per l’integrazione di arti che lo caratterizza, il musical ha tuttavia regole abbastanza rigide e questo fa sì che le prestazioni dei cantanti sulla scena siano sempre di alto livello".

Un bel po’ d’esperienza lei se l’è fatta con ’Casanova Opera Pop’, il musical voluto e musicato da suo padre, Red Canzian.

"Lì ero regista residente, ma anche ‘working cover’ (sostituta in caso di necessità, ndr) dei ruoli femminili… e debbo dire che, tra influenze e Covid, mi è capitato di coprirne tre su quattro. Ma dopo ‘Casanova’ ho fatto parte del cast pure di ‘Da Vinci by Lisa’, musical su Leonardo in cui interpretavo la Monna Lisa".

Un ruolo sognato?

"Nei panni di una celebre eroina da musical come Christine del ‘Phantom of the Opera’ non mi ci vedo, ma in quelli della Fantine de ‘Les Miserables’, sì".

I palcoscenici sono tutti uguali o alcuni sono più uguali degli altri?

"Il pubblico cambia. In alcune città è più esplicito e applaude a scena aperta, mentre in altre solo alla fine, quando anche l’ultimo muscolo degli attori ha smesso di muoversi. Comunque, finora la reazione è stata ottima un po’ ovunque".

Il più bel complimento che le ha fatto suo padre qual è stato?

"Anche se il debutto vero è avvenuto poi a Napoli, papà è venuto a vedermi a Roma la primissima sera che ho sostituito Malika. Mi ha detto che da anni non si emozionava così, gli tremava la voce".

Ma la romanità dell’ambientazione non suscita qualche freddezza in giro per la Penisola?

"Direi di no. Più che la romanità, quel che passa è l’italianità di questa versione. Il fatto che il pubblico, grazie anche all’adattamento del testo, possa ritrovare le sue radici in una raccolta di poesie composte da un poeta americano oltre novant’anni fa".

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