"Cig in crescita, rischio recessione"

Nel 2023, nelle Marche, sono state richieste e autorizzate 16,4 milioni di ore di Cassa integrazione (Cig) e altri fondi di solidarietà. L'industria è il settore più colpito, con un aumento del 7,5% rispetto al 2022. La situazione preoccupa per le possibili ricadute sull'occupazione e sull'economia regionale.

Nel 2023 sono state richieste e autorizzate complessivamente 16,4 milioni di ore di Cassa integrazione (Cig), Fondo integrativo salariale (Fis) e altri fondi di solidarietà. È il quadro che emerge dai dati Inps, elaborati dall’Ires Cgil Marche. In confronto al 2022, il ricorso alla Cig nelle Marche osserva un andamento opposto a quello registrato nell’area del Centro (-27,4%) e in Italia nel complesso (-12,7%). L’industria assorbe la maggior parte delle ore autorizzate (15,1 milioni di ore), +7,5% rispetto al 2022: meccanica (+1,1 milioni di ore), legno (+36,1%), carta, stampa ed editoria (+210%). Le ore registrate nel terziario sono 291 mila (-69,1%). Nell’edilizia, 551 mila ore, +33,7%. Per il terziario, le ore autorizzate di Cig sono quasi totalmente ascrivibili al settore degli studi professionali, vigilanza e case di cura (226 mila ore), unico settore che dal 2022 ha visto una crescita della Cig (+130,8%). "È evidente che l’aumento della richiesta di cig nell’industria e nell’edilizia sia un segnale della crisi che stanno vivendo le imprese trainanti l’economia marchigiana – commenta Eleonora Fontana, Cgil Marche –. Tutto ciò rischia di avere pesanti ricadute sull’occupazione e sul Pil regionale e ci fanno temere di essere prossimi alla recessione".

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