Come proteggerli : "Vaccinare le mamme"

"Il siero è fortemente consigliato tra la 26esima e la 32esima settimana"

Come proteggerli : "Vaccinare le mamme"
Come proteggerli : "Vaccinare le mamme"

BOLOGNA

Una bimba di appena quindici giorni che muore dopo essere stata colpita dal batterio della pertosse e dal virus sinciziale.

Dottoressa, come si possono evitare queste tragedie?

"Dal 2017 c’è una legge nazionale che rende obbligatorio il vaccino della pertosse per tutti i bambini da 0 a 16 anni, comportando l’esclusione da nidi e materne qualora i più piccoli non siano vaccinati – risponde Rita Ricci (foto), direttrice della Pediatria di Comunità dell’Ausl di Bologna –. Sottolineo che l’Emilia Romagna ha reso questo obbligo effettivo già dal 2016, facendo da apripista. Il calendario vaccinale prevede tre dosi nel primo anno di vita, un richiamo intorno ai 5/6 anni e un altro in età adolescenziale".

Quale copertura viene raggiunta?

"Nella nostra regione è oltre il 96 per cento".

In questo caso però la bimba non poteva essere ancora vaccinata, perché le vaccinazioni iniziano dopo i 2 mesi di vita. In questo frangente cosa si può fare?

"Bisogna che la mamma si vaccini durante la gravidanza, consigliata tra la 26esima e 32esima settimana, per stimolare la produzione di anticorpi specifici e indurre una conseguente protezione nel neonato. Questa vaccinazione non è obbligatoria ma è fortemente raccomandata proprio al fine di attuare quella che è chiamata strategia ’cocoon’ (bozzolo, ndr): è la mamma che trasmette al bambino la protezione".

Nel decesso della bambina si parla di una concausa, con il virus respiratorio che, quest’anno, era particolarmente diffuso.

"Per il virus sinciziale non c’è ancora un vaccino, ma arriverà a breve. È già stato approvato a livello europeo. Ma viene fatto agli adulti e anche in questo caso sarà fortemente consigliato per la donna in gravidanza".

Come si fa a convincere sempre più donne ad adottare questa pratica vaccinale?

"La proposta deve arrivare da chi segue le donne durante la gravidanza, quindi da ginecologi e ostetriche. Di recente l’Ausl ha organizzato un corso su questo tema".

Monica Raschi

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