Comunali, il risiko dem. Primarie day il 25 febbraio

La segretaria Mazzoni: "Non sono un dogma, ma in qualche caso si faranno"

Il Nazareno, per le prossime Comunali, vorrebbe evitare le primarie. Ma, si sa, un conto è il mantra di Roma, un altro sono le dinamiche territoriali. Da qui, dalla direzione regionale del Pd di lunedì scorso, convocata dal segretario dem Luigi Tosiani, è emerso che, dove non si possono evitare, verranno fatte. E per un eventuale ’gazebo day’ per tutti i comuni al voto in Emilia-Romagna si parla già del 25 febbraio. In alternativa, il 3 marzo.

Ridimensiona la narrazione sul ’niet’ ai gazebo, la segretaria provinciale del Pd Federica Mazzoni (ieri all’inaugurazione della nuova sede Pd a Castenaso): "Le primarie dove servono si faranno. I gazebo non sono più un dogma, scolpito nella pietra. Nei territori, però, non c’è una gran smania a montare i gazebo. Siamo molto concentrati a costruire alleanze e a trovare le candidature migliori. Il nostro obiettivo è vincere le elezioni". Lo schema di partenza è quello Pd-5 Stelle: "Stiamo lavorando per arrivare a un’alleanza, comune per comune, proposta anche alle altre forze del centrosinistra". In caso di più candidature, "si faranno primarie di coalizione", insiste Mazzoni, sottolineando i casi di Casalecchio, San Lazzaro e Castel Maggiore (cinque anni fa si fecero a Sasso Marconi e Zola Predosa, ndr). Ma non mancano le difficoltà a trovare la quadra anche in Valsamoggia dove la successione di Daniele Ruscigno sta mettendo in difficoltà il centrosinistra.

Le carte potrebbero, poi, ulteriormente complicarsi se – come pare – le forze di maggioranza del governo trovassero l’intesa sul ’terzo mandato’ dei sindaci dei Comuni fra i 5mila e 15mila abitanti, non mettendo, invece, più limiti per quelli sotto i 5mila. Una modifica che potrebbe essere incardinata nel decreto che accorperà le elezioni europee e amministrative (in arrivo prima o poco dopo Natale).

A quel punto, ci potrebbero essere situazioni ’calde’ ad Anzola, dove Giampiero Veronesi, sindaco di Italia Viva al secondo mandato, potrebbe puntare al tris come candidato alternativo al centrosinistra. La sfida potrebbe farsi in salita per i dem anche a Sant’Agata bolognese, dove il sindaco civico (ex Lega) uscente, Giuseppe Vicinelli, potrebbe correre per la terza volta. Il Pd, dalla sua, potrebbe puntare sul tris di Claudia Muzic ad Argelato, di Erika Ferranti a Bentivoglio, di Luca Lelli a Ozzano, di Paolo Crescimbeni a San Giorgio di Piano, di Emanuele Bassi a Sala bolognese. A Malalbergo, invece, l’uscente è Monia Giovannini (al secondo mandato), mentre a Castiglion dei Pepoli (per il centrosinistra), Maurizio Fabbri.

In attesa di capire come andrà, si delinea una sfida interna al Pd a Casalecchio tra Matteo Ruggeri (vicino ad Andrea De Maria) e Saverio Vecchia (dell’area di Luca Rizzo Nervo, vicino all’ex sindaco Simone Gamberini, al vertice di Legacoop, a Lepore e Mazzoni); mentre a San Lazzaro si fanno i nomi di Marina Malpensa, presidente del consiglio comunale e vicina a Mazzoni, e Simone Montanari per la minoranza. Ma ci potrebbe essere anche l’assessora Sara Bonafè come civica. Tra i nomi, era spuntata anche l’ex vicesindaca, oggi consigliera regionale, Marilena Pillati. Ma l’ipotesi di candidatura unitaria (per ora) non è decollata. A Castel Maggiore, invece, potrebbero sfidarsi il vicesindaco Luca De Paoli e l’assessore Paolo Gurgone.

ros. carb.

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