Condannato per abusi. Ma chiede nuovamente asilo politico: sarà espulso

Un maliano di 26 anni è stato accompagnato in Friuli per essere rimpatriato. Si era rivolto all’Ufficio immigrazione: nel ‘curriculum’ anche stalking e spaccio.

Condannato per abusi. Ma chiede nuovamente asilo politico: sarà espulso
Condannato per abusi. Ma chiede nuovamente asilo politico: sarà espulso

Una condanna per violenza sessuale, poi numerosi precedenti per stalking, spaccio, lesioni e resistenza a pubblico ufficiale. Ma l’uomo, un 26enne originario del Mali, si è nuovamente presentato all’Ufficio immigrazione per la richiesta di asilo politico. Gli operatori, dopo avergli riconosciuto la pericolosità sociale, hanno disposto il suo trasferimento al Centro di permanenza per il rimpatrio (Cpr) di Gradisca d’Isonzo, a cui seguirà l’espulsione dal territorio nazionale. La vicenda inizia nel 2015, quando il giovane ha iniziato a presentare richieste di protezione internazionale, sempre respinte, a cui sono seguiti ricorsi. Otto anni nei quali il malvivente ha collezionato una lunga serie di arresti e condanne. Tra i più gravi, quello per violenza sessuale: l’episodio risale al 4 gennaio 2020, quando il giovane maliano aveva avvicinato una ragazza di 24 anni in via Shakespeare, iniziando a palpeggiarla con l’obiettivo di abusare di lei. Bloccato dai carabinieri, è stato condannato in via definitiva a due anni e 10 mesi. Una volta uscito, è stato nuovamente arrestato con l’accusa di stalking, stavolta a Torino. Il magistrato di Sorveglianza di Modena aveva emesso nei suoi confronti una misura di espulsione.

Tornato in libertà ad agosto, era ospitato in una struttura di accoglienza in città. Nei giorni scorsi, accompagnato dagli assistenti sociali, è andato nuovamente all’Ufficio immigrazione per presentare la richiesta di protezione. Ma per lui è stato disposto il trasferimento al Cpr. Non solo, il giovane è stato anche denunciato per possesso di droga: prima di essere portato in camera di sicurezza è stato perquisito e nel suo zaino sono stati trovati poco meno di dieci grammi tra cocaina e hashish.

"Questo caso – spiega la dirigente dell’Ufficio immigrazione, Elena Jolanda Ceria – è un esempio di come lo strumento del trattenimento e della successiva espulsione sia rivolto a soggetti pericolosi". La dirigente ha poi snocciolato i numeri relativo alle pratiche gestite: siamo passati dalle 860 del 2022 alle 1.565 del 2023. Numeri quasi raddoppiati, grazie anche alla diminuzione dei tempi di attesa, passati da sei a tre mesi. Dall’inizio dell’anno l’Ufficio ha già eseguito 450 espulsioni, di cui 157 con accompagnamento ai Cpr e 39 con accompagnamento diretto alla frontiera.

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