"Crisi Saga, l’Appennino era unito. Ma i giovani vogliono andare via"

Presentati i dati di un’inchiesta sociale sulla vertenza dell’azienda montana che sono stati trasformati in una mostra.

"Crisi Saga, l’Appennino era unito. Ma i giovani vogliono andare via"

"Crisi Saga, l’Appennino era unito. Ma i giovani vogliono andare via"

Sono circa trecento - in un bacino di utenza di diecimila soggetti - le persone intervistate o che hanno compilato il questionario della prima inchiesta sociale dedicata alle vicende di due anni fa della Saga Coffee e a quell’area dell’Appennino. I risultati dell’indagine "saranno presentati nell’installazione ’C’è un faro in montagna’, un progetto multimediale che sarà inaugurato domani alle 16 e resterà fino al 28 gennaio nel centro convegni Alto Reno "ex-Cottolengo" di Gaggio Montano, annuncia Erika Capasso, delegata all’Inchiesta Sociale del Comune di Bologna e presidente Fondazione per l’innovazione urbana. Umberto Mezzacapo di Fondazione per l’innovazione urbana, ha commentato i dati dell’inchiesta: "Oltre il 60% di chi ha partecipato alle iniziative del 2021, di cui l’80% sono donne, si è detto soddisfatto di come sono andate le cose, a fronte solo di un 18,22% insoddisfatto. A preoccupare maggiormente gli intervistati sono il declino dell’industrializzazione del territorio (64%) e la fiducia nel futuro della zona (6,90% la media totale)". D’altro canto, continua Mezzacapo, ad essere più fiduciosi, "sono i giovani convinti che questa vertenza abbia restituito un senso di comunità molto forte (45%). Gli under 25 sono anche i più ottimisti verso il futuro del territorio, ma sono i meno interessati al lavoro in fabbrica. La sensazione che abbiamo dai risultati di questa ricerca è che l’Appennino bolognese, anche secondo le persone, negli ultimi 20 anni stia smembrando il suo tessuto produttivo".

I risultati dell’inchiesta oggetto dell’evento di sabato, iniziata nel 2022 e promossa dal Comune di Bologna e Città Metropolitana con Fiu, Fiom-Cgil e Fim-Cisl, "ci restituiscono una mancanza di fiducia nel futuro dell’industrializzazione del territorio ma hanno evidenziato un gran lavoro della comunità attorno alla vicenda delle oltre 200 lavoratrici e lavoratori della Saga Coffee", ricorda Capasso. "L’obiettivo è stato quello di capire il come la crisi dell’industrializzazione di Gaggio Montano abbia influito sul territorio e di come abbia cambiato la vite delle persone di quella zona", dice Sergio Lo Giudice, capo di gabinetto del Comune di Bologna e delegato al Lavoro.

"Un progetto che determina quanto sia importante la forza della gente, la cui lotta ha dato un’alternativa alla chiusura della fabbrica", conclude Simone Selmi, segretario Fiom-Cgil Bologna.

Giovanni Di Caprio

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