Cristina Campo, omaggio Treccani

L’enciclopedia dedica una voce alla scrittrice, poetessa e traduttrice bolognese ancora da riscoprire

Cristina Campo, omaggio Treccani
Cristina Campo, omaggio Treccani

Una vita che è stata un lampo. Si potrebbe definire così quella di Cristina Campo, che ha abbagliato con la sua scrittura, ma è durata troppo poco. Forse così poco, essendo nata il 1923 a Bologna e morta 53 anni dopo a Roma (cresciuta per lo più a Firenze), che oggi il suo ricordo è ‘curato’ da un numero ristretto di ’adepti’ che sono venuti miracolosamente a contatto con la sua prosa e la sua poesia, considerate un culto. Ma ora poprio la più famosa enciclopedia italiana, la Treccani, le dedica finalmente una voce tra le sue iconiche pagine e un saggio a cura di Andrea Zanni nella rivista Enciclopedia Italiana, ricordandone i cent’anni dalla nascita (lo scorso aprile) e l’anniversario della sua morte, il prossimo 10 gennaio. Questo, si spera, servirà a promuoverne la bellezza spirituale e narrativa che rifuggiva ovvietà e superfluo. Vittoria Guerrini, vero nome della scrittrice e traduttrice che è sepolta nella nostra monumentale Certosa, crebbe in un ambiente colto e raffinato, circondata da persone adulte e senza rapporti con i coetanei: non seguì mai infatti un regolare corso di studi scolastici per una congenita malformazione cardiaca che rese precaria la sua salute per tutta la vita. Ricorda Emma Giammattei, componente del Consiglio Scientifico di Treccani: "Campo ha saputo ricordarci in ogni sua pagina, la visione unitaria di un umanesimo che rende sacro il mondo nei quattro tesori: il paesaggio, il linguaggio, il mito, il rito". Uno dei suoi libri più belli, ’Gli imperdonabili’, come ancora sottolinea l’enciclopedia, definendolo "uno dei libri più densi e belli del Novecento italiano, "rimanda senz’altro a una delle frasi che lei scrisse di sè e che sono un epitaffio di sobrietà assoluta, se si pensa che scrivere era la sua passione: "Ha scritto poco e le piacerebbe avere scritto meno". Quel poco è quasi tutto raccolto in questo libro. L’intera opera di Cristina Campo, dalla prosa alla poesia agli scritti saggistici, si legge ancora su Treccani per mano di Sara Vergari, "si configura come un itinerario verso l’Altrove, un continuo tentativo di riprogrammazione dell’ordine dato del reale. Ne deriva una poetica che ruota attorno al simbolo ed una lingua alla ricerca della sua dimensione orale e musicale". Fin dall’infanzia grande lettrice di fiabe, "qui vi riconosceva non a caso un potenziale simbolico altissimo tra miti antichi e folklore. Ma è la lezione di Simone Weill ad influenzare oltre modo il pensiero di Cristina Campo". Una scrittrice di difficile collocazione, un’autrice da riscoprire.

Benedetta Cucci

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