Delibera sul fine vita. Scomunica dei vescovi: "Sconcerto, è eutanasia"

Duro attacco dei prelati della regione a Bonaccini e alla sua giunta "Netto rifiuto verso questa scelta, la vera soluzione per chi soffre è rappresentata dalle cure palliative". Già Zuppi aveva mosso critiche. La risposta del governatore: "Siamo convinti di aver ragione".

Delibera sul fine vita. Scomunica dei vescovi: "Sconcerto, è eutanasia"

Delibera sul fine vita. Scomunica dei vescovi: "Sconcerto, è eutanasia"

I vescovi dell’Emilia Romagna ripudiano la decisione del presidente della Regione Stefano Bonaccini e della sua giunta di normare il ‘fine vita’ garantendo tempi certi a chi decide di concludere la propria esistenza essendo affetto da una grave patologia. "La proposta di legittimare con un decreto amministrativo il suicidio medicalmente assistito – si legge nella nota delle guide episcopali, che arriva a due settimane dal ’no’ del cardinale Matteo Zuppi a qualsiasi legge o delibera sull’argomento – con una tempistica precisa per la sua realizzazione, presumendo di attuare la sentenza della Corte costituzionale 242/2019, sconcerta quanti riconoscono l’assoluto valore della persona umana e della comunità civile volta a promuoverla e tutelarla". I prelati, ieri a Roma per la visita ad limina, non si sono limitati ad un semplice anatema, ma hanno indicato anche quale sia la direzione da intraprendere per uscire da un tema complicato come quello della sofferenza provata da chi non trova nella medicina una speranza di guarigione pur essendoci ancora una via di cura. "Anche noi vogliamo offrire un nostro contributo – concludono i vescovi -, sulla base della condivisa dignità della persona e del valore della vita umana, rivolgendoci non solo ai credenti ma a tutte le donne e gli uomini. Esprimiamo con chiarezza la nostra preoccupazione e il nostro netto rifiuto verso questa scelta di eutanasia, ben consapevoli delle dolorose condizioni delle persone ammalate e sofferenti e di quanti sono loro legati da sincero affetto. Ma la soluzione non è l’eutanasia, quanto la premurosa vicinanza, la continuazione delle cure ordinarie e proporzionate, la palliazione, e ogni altra cosa che non procuri abbandono, senso di inutilità o di peso a quanti soffrono".

Questa scomunica non sembra preoccupare più di tanto Bonaccini. "Abbiamo grandissimo rispetto per le opinioni della Cei – ha dichiarato -, ma noi siamo convinti di fare una scelta giusta. In ogni caso, siamo disponibili al confronto ogni volta che serve". In realtà, però, il percorso scelto per approvare questo atto amministrativo punta proprio ad evitare il confronto. Forse quanto accaduto in Veneto, dove il consiglio regionale ha bocciato la legge Cappato, ha convinto il presidente regionale ad utilizzare uno stratagemma per evitare il passaggio in aula.

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