MONICA RASCHI
Cronaca

Dengue, casi in aumento: “Siamo in pre-allarme”

Paolo Pandolfi, direttore Dipartimento di Sanità pubblica dell’Ausl: l’anno scorso registrati 17 casi a Bologna

Emergenza Dengue: stato di pre allarme anche a Bologna

Emergenza Dengue: stato di pre allarme anche a Bologna

Bologna, 3 marzo 2024 – I casi di Dengue sono in aumento in diverse parti del mondo meta di turismo e il Dipartimento di Igiene pubblica dell’Ausl, con il suo gruppo di studiosi dedicato all’osservazione di questi tipi di malattie, è in "pre-allarme", come precisa il direttore, Paolo Pandolfi.

"È un momento in cui si sta osservando un aumento dei casi di Dengue in America Latina, soprattutto in Brasile, ma anche in Bangladesh, in Malesia, in Burkina Faso – precisa –. Già lo scorso anno, nell’ambito dell’Ausl di Bologna, abbiamo registrato 17 casi, consideri che ne aspettavamo dai sette agli otto. Questo perché, solitamente, si registrano punte ogni quattro anno circa. Infatti dalle nostre statistiche nel 2010 abbiamo registrato dieci casi, nel 2013 tredici, nel 2016 otto, nel 2019 dieci. Negli altri anni ci siamo tenuti nella media. Adesso siamo, come accennavo, in pre-allarme".

Questo significa che non appena viene segnalato al Dipartimento di salute pubblica un caso sospetto di febbre proveniente da Paesi a rischio, la persona viene immediatamente indirizzata in ospedale, dove verrà gestita negli appositi reparti per malattie infettive. Questo al fine di non divulgare la malattia, come spiega Pandolfi, e per procedere alle disinfestazioni. Infatti questa malattia viene trasmessa dalla zanzara tigre infetta, quindi occorre bloccare la circolazione di questo vettore.

Alla domanda se il cambiamento climatico, quindi inverni sempre meno freddi ed estati bollenti, stiano agevolando l’espansione di questa malattia, Pandolfi risponde che "il clima sta rendendo più facile l’esistenza delle zanzare, in più ci sono i viaggi che portano ovunque. Ma non è in crescita solo la Dengue – sottolinea –. Stiamo osservando l’aumento dei casi di leishmaniosi, altra malattia infettiva trasmessa dai pappataci e del Toscana virus, anche questo trasmesso dai pappataci. E mentre per la Dengue che provoca una febbre emorragica, ma ha una mortalità bassa esiste un vaccino con il quale difendersi. Per il Toscana virus, che può arrivare a provocare l’encefalite, il vaccino ancora non esiste".

Pandolfi fa poi notare che la maggioranza di casi, relativi alla Dengue, che sono stati registrati nel Bolognese, erano di importazione, quindi persone che ritornavano da viaggi in Paesi dove era presente il virus, soprattutto turisti. Quasi inesistenti, invece, i casi di stranieri che tornavano nel loro Paese a trovare i parenti, in quanto queste popolazioni "sanno difendersi meglio".

Quali suggerimenti dare? "Evitare di essere punti dalle zanzare, quindi i consigli sono quelli soliti – sottolinea il direttore Pandolfi –. usare dei repellenti, indossare vestiti con maniche lunghe e pantaloni"

è arrivato su WhatsApp

Per ricevere le notizie selezionate dalla redazione in modo semplice e sicuro