’Di Grazia’: ovvero il canto di un abuso

Nella sala Thierry Salmon da stesera la performance di Roberta Lidia De Stefano.

’Di Grazia’: ovvero il canto di un abuso
’Di Grazia’: ovvero il canto di un abuso

È il canto di un abuso, uno dei tanti, in una ’operetta rurale’ come ce ne sono ancora tante. Da oggi al 25 febbraio nella sala Thierry Salmon dell’Arena del Sole va in scena ’Di Grazia (la voix du patron)’ con la regia e drammaturgia Alexandre Roccoli e Roberta Lidia De Stefano che ne è anche interpete. In prima nazinale (produzione Ert e A short term Effect / Espace des Arts) lo spettacolo, rientra nel Focus Lavoro. Incentrata sull’abuso di potere e sugli stati post-traumatici, la performance è l’esito di una ricerca che affonda le sue radici in un Sud antico e rurale, che fa da sfondo a guerra e miseria. Una sorta di ’operetta rurale’ a partire dal racconto di una donna della Ciociaria, lavoratrice povera e senza scelta. Lo spettacolo nasce da un recupero etnomusicologico dei canti popolari del Sud, legati ai movimenti e ai gesti di lavoro. I due artisti attingono dal loro comune immaginario, che li riporta ai rispettivi luoghi d’origine, govenati da un Dio indubbiamente Maschio, Padre e Figlio.

Come potrà dunque reagire, l’unica figlia femmina di una famiglia patriarcale, quando scoprirà di non aver ricevuto nulla in eredità? Da qui inizia il viaggio ’a corpo aperto’ di Rosetta, che continuerà a lavorare la terra come ha sempre fatto, ma sotto un altro padrone e senza diritti. Stasera ore 19, mercoledì ore 21.30, giovedì e venerdì ore 19, sabato ore 21.30 e domenica ore 18.

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