Di Stasi nel cda Hera C’è il ’sì’ di 25 sindaci "Una figura all’altezza per le sfide dell’azienda"

Un solo astenuto nel voto dei soci del patto di secondo livello. Bosso e Lepore: "Una scelta per migliorare il governo condiviso". Per ora niente dimissioni dalla Città metropolitana e dal ruolo nel Pd.

Di Stasi nel cda Hera  C’è il ’sì’ di 25 sindaci  "Una figura all’altezza  per le sfide dell’azienda"
Di Stasi nel cda Hera C’è il ’sì’ di 25 sindaci "Una figura all’altezza per le sfide dell’azienda"

Entra nel cda di Hera Enrico Di Stasi, segretario cittadino del Pd,e componente dello staff del gabinetto del sindaco metropolitano. Prenderà il posto di Lorenzo Minganti, già primo cittadino di Minerbio. Lo hanno deciso i sindaci del patto di secondo livello, che raggruppa i Comuni dell’area metropolitana bolognese azionisti della multiutility, nella riunione di ieri mattina, confermando le indiscrezioni dei giorni scorsi anticipate dal Carlino.

"Hanno compiuto una scelta di natura metropolitana, che tiene conto di un quadro complessivo di accordo finalizzato a migliorare il governo condiviso tra il Comune di Bologna e i Comuni dell’area metropolitana", spiegano in una nota congiunta Massimo Bosso, sindaco di Casalecchio di Reno, presidente del patto di secondo livello, e Matteo Lepore, sindaco di Bologna e metropolitano. Che aggiungono: "La figura di Enrico Di Stasi è stata ritenuta dai sindaci competente, adeguata e all’altezza delle sfide che attendono l’azienda. L’impegno messo in campo in questi anni da Di Stasi nell’ascolto e nel coordinamento dei sindaci metropolitani su diversi temi, uno su tutti su quello inerente proprio la raccolta dei rifiuti, continuerà e si rafforzerà anche in questo nuovo ruolo. Per rappresentare, all’interno di Hera, le istanze delle amministrazioni del territorio metropolitano", assicurano Bosso e Lepore.

Di Stasi – che per il momento non si dimetterà dai ruoli che ha in Città Metropolitana e nel Pd – è stato eletto con 25 voti a favore. E un solo astenuto: Giampiero Veronesi, sindaco di Anzola dell’Emilia, esponente di Italia viva. Del resto, Italia Viva – assieme ad Azione – nei giorni scorsi aveva preso posizione contro la sua nomina. Dai banchi del centrodestra, invece, dura la posizione di Matteo Di Benedetto, capogruppo della Lega in Comune: "Quella di Di Stasi sembra essere l’ennesima nomina di partito dettata da logiche di potere di corrente – o dovuta alla crisi economica che il partito sta attraversando e che lo sta portando a tagliare sedi e stipendi dirigenziali – più che dalla volontà di perseguire un efficace funzionamento di Hera".

Il Carroccio "aveva già avuto modo di contestare l’inefficienza nella manutenzione delle rete idrica, che manca di revisioni strutturali e va avanti tappando falle, coi risultati che abbiamo visto tutti. Per non parlare delle Grotte di Labante, a Castel d’Aiano, che stanno venendo colpevolmente abbandonate da Hera, nonostante le vuote promesse di Taruffi di alcuni mesi fa. Un bene di altissimo livello che meriterebbe ben altra cura".

Magari, afferma Di Benedetto, "Di Stasi riuscirà dove il collega di partito sta fallendo. Hera deve occuparsi delle funzioni che le sono state assegnate, non diventare semplicemente un ufficio di collocamento di partito. Nonostante ciò, l’augurio è che il suo contributo possa comunque portare dei miglioramenti".

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