Disturbi alimentari, 190 nuovi accessi all’anno

Il Centro regionale per i disturbi della nutrizione e dell'alimentazione in età evolutiva (Dna) è stato trasferito all'IRCCS Istituto Scienze Neurologiche, per far fronte all'aumento dei casi. Una sala giochi è stata donata ai ricoverati per regalare loro momenti di spensieratezza.

Il Centro regionale per i disturbi della nutrizione e dell’alimentazione in età evolutiva (Dna) è arrivato all’IRCCS Istituto Scienze Neurologiche, nel plesso dell’Ospedale Bellaria. Un cambio di residenza dovuto al forte incremento dei casi, che necessita di "mettere a disposizione del team spazi più moderni e funzionali, dando una risposta alla domanda in crescita, per questo abbiamo trasferito qui l’attività, ospitata da anni al Sant’Orsola – spiega il direttore generale dell’Ausl, Paolo Bordon –. Con la collaborazione tra le due aziende, si è fatto un ragionamento sulle opportunità: è meglio dedicare degli spazi a una serie di attività". La nuova area di degenza, ordinaria e diurna, e un servizio ambulatoriale specialistico dedicato ai disturbi alimentari di secondo livello devono fare i conti con numeri spaventosi, sinonimo anche dell’impatto psicologico che gli anni di pandemia hanno avuto sui giovani. "Nel 2022, ci sono stati 190 nuovi accessi con 433 pazienti seguiti – spiega la professoressa Antonia Parmeggiani, neuropsichiatra infantile responsabile del Centro –. Abbiamo avuto un incremento del 30% e il Covid ha peggiorato una situazione che aveva già un trend in crescita a causa di altri fattori sociali, culturali e familiari". La presa in carico è varia. "La competenza della Neuropsichiatria infantile è dei giovani tra i 10 e i 18 anni, prevalentemente ragazze, ma c’è stato un aumento anche del sesso maschile, in cui la patologia è particolarmente grave – evidenzia Parmeggiani –. È necessario che ci sia una rete con i servizi del territorio, i pediatri e i medici di medicina generale".

Prima di essere pazienti, i piccoli ricoverati sono bambini. A porre l’accento sulla loro umanità ci pensa Bimbo Tu, che ha dato vita a una nuova sala giochi, capace di superare i limiti ospedalieri, donando ai ricoverati momenti di spensieratezza. L’area porta il nome di Lucrezia, che era "una bambina che Bimbo Tu porta nel cuore da anni – dice il presidente Alessandro Arcidiacono –. La sala ludica è per tutti i bambini e le bambine che frequentano i nostri Day Hospital. E l’abbiamo fatto con amore e con attenzione".

Mariateresa Mastromarino

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