Emergenza abitativa. I costruttori al Comune: "Case in affitto sociale, icosti vanno condivisi"

Fornaciari (Ance): "Perché il nuovo Pug funzioni, serve compartecipazione. Le aziende investono decine di milioni, la remunerazione sia adeguata".

Emergenza abitativa. I costruttori al Comune: "Case in affitto sociale, icosti vanno condivisi"
Emergenza abitativa. I costruttori al Comune: "Case in affitto sociale, icosti vanno condivisi"

"Bene la nascita di un Fondo per l’abitare e bene che il Comune investa delle risorse, per migliorare la situazione abitativa sociale della nostra città". Il presidente di Ance, Leonardo Fornaciari (foto), tende la mano all’amministrazione e poi, soppesando le parole, lancia un segnale preciso. Rispetto all’appello della Città metropolitana ai privati per risolvere il nodo alloggi, infatti, il numero uno dell’associazione dei costruttori osserva che in questi giorni si è parlato di proposte e soluzioni al problema della casa, senza coinvolgere la categoria maggiormente interessata. Ma, "ben lungi dal voler polemizzare", non rinuncia a dare una scossa sul tema casa.

Presidente Fornaciari, sotto le Due Torri trovare un tetto continua a essere un’odissea. Cosa serve per la svolta?

"Sento tante belle parole, si parla del Piano casa e si invoca la collaborazione dei privati, ma la tensione abitativa resta alta: gli alloggi, insomma, non ci sono. La chiave di volta è sicuramente lo strumento urbanistico in dirittura di arrivo, il Pug. Uno strumento che dovrà essere radicalmente diverso da quello nato con la precedente giunta, la cui rigidità – unita all’aumento delle materie prime e dei costi delle aree – ha fatto sì che le grandi operazioni non siano mai partite. Non abbiamo un secondo tempo".

Il Comune ha annunciato investimenti per 200 milioni con il Piano dell’abitare. Come se lo aspetta il Pug?

"Il Pug è stato motivo di lavoro lungo, con momenti anche duri e non esenti da scontri, in un tavolo di lavoro tecnico al quale abbiamo partecipato. Ad oggi il Comune ha ricevuto complessivamente oltre cento osservazioni. All’assessore comunale Raffaele Laudani va il mio rispetto: si è messo in gioco e ha ascoltato. Ora vediamo come sarà la risposta, nero su bianco, sulla delibera".

È una questione di volumi da costruire? Ovvero, l’obiettivo ’consumo zero’ vi preoccupa?

"No, anche noi riteniamo non ci sia necessità di costruire su terreni ’vergini’. Ma questo vuol dire andare a riqualificare aree dove sorgevano un ex stabilimento o un ex caserma. Perchè questi interventi possano essere sostenibili, bisogna partire dal costo delle aree che, come è stato detto anche da altri, deve essere calmierato".

Può fare un esempio pratico?

"Il Comune stabilisce che in un’area si possano realizzare ’x’ metri cubi di edilizia a mercato libero, con una percentuale di case Ers in affitto: se un contributo alla realizzazione di alloggi Ers proviene anche dal proprietario dell’area, si potrà concretamente realizzare dei progetti".

E se non sarà così?

"Se l’onere della realizzazione di alloggi Ers ricade solo sul costruttore, i piani finanziari non stanno in piedi e tutto rimarrà fermo, sarà difficile quindi che il Pug possa risultare efficace. Le imprese edili non possono investire decine di milioni di euro senza avere una decorosa remuneratività. Vorrei poi evidenziare una cosa: giusto tenere conto degli aspetti sociali ma Bologna è una delle piazze con le potenzialità più elevate a livello nazionale. Ci sono tante famiglie in cerca di casa, dirigenti che si trasferiscono, soggetti che non sempre hanno bisogno di fare un mutuo per acquistare. E nemmeno loro la casa la trovano. Anche a questi cittadini si deve dare una risposta in tempi accettabili, il mercato libero è fondamentale per una concreta risposta al sociale".

Andrea Bonzi

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