Emilia-Romagna, turismo record: "Nel 2030 sarà il 16% del nostro Pil"

Quasi 62 milioni di presenze e 14,5 di arrivi, la sfida della Regione: vogliamo diventare leader in Italia

Emilia-Romagna, turismo record: "Nel 2030 sarà il 16% del nostro Pil"
Emilia-Romagna, turismo record: "Nel 2030 sarà il 16% del nostro Pil"

Si è appena concluso un anno da record per il turismo in Emilia-Romagna, che registra quasi 62 milioni di presenze. Dati "formidabili", che superano la performance del 2022, anno della ripresa per il turismo regionale, e addirittura quella del 2019, ultimo anno d’oro prima del periodo pandemico. In totale, sono state 61,8 milioni le presenze turistiche registrate e oltre 14,5 milioni gli arrivi. L’ennesima dimostrazione dell’attrattività della regione, che è riuscita a resistere anche all’alluvione di maggio. "Conosco la forza di questa terra, di emiliani e romagnoli, di come riusciamo a reagire a tragedie e catastrofi, ma sono stupito – commenta il presidente Stefano Bonaccini –. I numeri sono formidabili, perché superare il 2019 dopo quello che è accaduto non era scontato, e dà l’idea di una terra sempre più attrattiva". Terra preziosa, che si conferma solida senza contare su città come Venezia, Roma o Milano. "Pur non avendo città che da sole contano un milione di arrivi – continua Bonaccini –, registriamo un numero di presenze turistiche straordinario. Abbiamo fatto bene a investire sulle nostre eccellenze, promuovendo un turismo che non è più stanziale". Tra i fiori all’occhiello, ci sono Motor, Food e Data Valley. Dalle città d’arte ai borghi e fino alla Riviera, tutto il territorio regionale ha reso possibili questi risultati, che "denotano la raggiunta maturità dell’industria turistica emiliano-romagnola e che, guardando a un futuro non troppo lontano – aggiunge il governatore –, saranno capaci di farne ancora di più uno dei settori trainanti della nostra economia, con l’obiettivo entro il 2030 di raggiungere il 16% del Pil e di posizionare l’Emilia-Romagna come regione turistica leader in Italia". Lo sguardo, quindi, è rivolto verso l’internazionalizzazione del territorio, processo nel quale la Regione sta investendo, e i risultati del 2023 le danno ragione. "Registriamo una crescita importante di presenze estere, 16,4 milioni – spiega l’assessore regionale Andrea Corsini –. Ma il risultato più significativo è che tutta la regione è una destinazione turistica: le città d’arte, ma anche le aree interne nella rete dei borghi e nei castelli del ducato. C’è una completa attrattività". Nonostante gli ottimi esiti, la crisi ha comunque interessato l’Emilia-Romagna. A soffrirne di più, anche a causa dell’alluvione, è stata la costa, che registra un leggero calo tra i turisti italiani. "La crisi ha generato una lieve flessione degli italiani in Riviera – conclude l’assessore Corsini –, ma questo ci preoccupa nell’aspetto legato alla crisi economica e alla ridotta capacità di acquisto degli italiani, così come gli stipendi che non aumentano. Ciò ha un riflesso negativo ovviamente nelle vacanze".

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