CATERINA STAMIN
Cronaca

Bologna, dieci anni senza Enzo Biagi. "Grande giornalista e persona perbene"

Il ricordo in Sala Borsa e la presentazione del volume di Loris Mazzetti ‘Enzo Biagi. Non perdiamoci di vista’

Enzo Biagi, nato a Pianaccio, ha sempre avuto Bologna nel cuore

Enzo Biagi, nato a Pianaccio, ha sempre avuto Bologna nel cuore

Bologna, 6 aprile 2017 - A 10 anni dalla morte e 20 anni dalla sua laurea honoris causa, parlano in Sala Borsa i conoscenti di Enzo Biagi. Loris Mazzetti ha presentato ieri ‘Enzo Biagi. Non perdiamoci di vista’, un libro che ripercorre la nostra storia, raccontata da coloro che l’hanno fatta e dal nostro portavoce: sessanta interviste che testimoniano l’inconfondibile stile Biagi. Con una scrittura popolare, lontana dal voler affermare l’autore come scrittore o come intellettuale, il ricordo di Enzo Biagi è quello di un giornalista pacato e rispettoso verso gli intervistati, senza aria da giustiziere ma con la chiarezza delle domande, che intervista chi ha qualcosa da dire.

Uno fra i primi interventi delle conferenza è stato quello della figlia di Enzo, Carla Biagi. «La gente – ha detto commossa – si ricorda di mio padre perché era una persona perbene. Non sta a me dire se era un bravo giornalista, quello che posso riconoscere, e che ha insegnato a noi come figlie, era la sua onestà». Anche Marco Marozzi è intervenuto per ricordare Enzo: un grande amico dal cui semplice modo di fare ha imparato che «i giornalisti passano, anche i grandi giornalisti. Resta quello che riescono a seminare».

Un momento del convegno di ieri in Sala Borsa
Un momento del convegno di ieri in Sala Borsa

In un successivo intervento Angelo Varni ha ricordato il conferimento della laurea honoris causa il 12 giugno 1997 in Lettere e Filosofia. Fra il pubblico c’era anche Francesco Berti Arnoaldi: il partigiano Checco, con cui Enzo si era trovato nel ‘44 in una piccola brigata di Giustizia e Libertà. A parlare è stato il figlio Ugo, che ha dipinto Enzo come «l’amico di mio padre che diceva le parolacce».

E’ stato poi Romano Prodi a sottolineare la grande attualità e freschezza del libro presentato: «La grande diversità delle persone intervistate dimostra la grande capacità di Biagi di toccare tutti i tasti» ha detto l’ex premier. Mazzetti ha infine chiarito il motivo che lo ha portato alla stesura del libro: «La televisione ci porta sempre avanti, oltre a dove riusciamo a vedere. Oggi è il momento di portare lo sguardo indietro. Il racconto di Enzo Biagi permette di fermarsi un attimo: di leggere le interviste che faceva un grandissimo giornalista e di capirne la tecnica. Questi 10 anni di ricordo ci servono dunque per osservarci alle spalle: Enzo Biagi ci regala ancora un momento per guardare com’era la TV di una volta, per fare una televisione migliore domani.