Fanin ucciso 75 anni fa, la commemorazione a Persiceto. Il cardinale Zuppi: “La sua storia? Un monito contro la violenza”

Il sindacalista cattolico aveva 24 anni fa quando fu aggredito da tre militanti comunisti: morì dopo alcune ore. Alla celebrazione presenti anche il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, il prefetto Attilio Visconti, il senatore Pier Ferdinando Casini e l’ex ministro Gianluca Galletti

La commemorazione a 75 anni dalla morte del sindacalista cattolico Giuseppe Fanin

La commemorazione a 75 anni dalla morte del sindacalista cattolico Giuseppe Fanin

San Giovanni in Persiceto (Bologna), 5 novembre 2023 – “Il bene alla fine si impone sempre. E la storia di Giuseppe Fanin è un grande monito contro la violenza. Perché la violenza, come è successo a Fanin che fu ucciso in giovane età, porta via degli anni”. Sono parole del cardinale di Bologna Matteo Maria Zuppi in occasione oggi, nella Collegiata di Persiceto di piazza del Popolo, della commemorazione a 75 anni dalla tragica morte del sindacalista cattolico di Persiceto che ha visto la partecipazione del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.

Fanin fu barbaramente ucciso da facinorosi comunisti la sera del 4 novembre del 1948. Il giovane sindacalista cattolico, impegnato nel sostenere il lavoro dei braccianti agricoli, nel pieno della sua attività professionale, fu aggredito nelle campagne di San Giovanni in Persiceto, mentre rincasava in bicicletta, da tre militanti comunisti. Che, armati di bastoni, lo colpirono ripetutamente alla testa, lasciandolo esanime a terra. Aveva soltanto 24 anni e morì dopo alcune ore di agonia.

"Noi – ha continuato Zuppi - abbiamo assistito per varie generazioni alla cecità che induce la violenza. Come fai a spiegare il terrorismo? Non è solo un problema di controllo ma di pratica al contrario, di dialogo. Quindi la vita di Fanin è un monito contro la violenza, l'intolleranza, l'ideologicizzazione, contro l'idea del nemico”.

E ancora: "Fanin è stato un cristiano autentico, non puoi capire Fanin senza la fede. Il suo impegno sociale ci dice che il problema del cristiano non è il potere ma il servizio, la lotta contro l'ingiustizia, il benessere delle persone. In un momento come questo c'è bisogno di politica alta e di cristiani, come Fanin, dove la fede diventa attenzione all'altro”.

Tra le autorità presenti alla celebrazione, a cui hanno partecipato i parenti di Fanin, il ministro dell’interno Matteo Piantedosi, il prefetto di Bologna Attilio Visconti, il senatore Pier Ferdinando Casini, l’ex ministro Gianluca Galletti, il sindaco di Persiceto Lorenzo Pellegatti e il primo cittadino di Sant’Agata Bolognese Beppe Vicinelli.

Dopo la celebrazione, nella sala consiliare del municipio si è tenuto l’incontro, presieduto da don Paolo Dall’Olio, direttore dell’ufficio diocesano per la pastorale del mondo del lavoro, dal titolo ‘Giuseppe Fanin: cattolico e sindacalista, 75 anni dopo’.

Ha fatto gli onori di casa Pellegatti che ha in precedenza si era recato sul cippo che ricorda il punto dell’aggressione mortale a Fanin, per un momento di preghiera. Momento che il primo cittadino ha definito ‘toccante’. "Quando si parla di Fanin – ha affermato il sindaco - è come sentirsi a casa”.

A seguire è intervenuto Piantedosi che ha ricordato come il messaggio di Fanin di non praticare l’odio sia quanto mai attuale. "Odio – ha sottolineato il ministro - che stiamo riscoprendo purtroppo con gli eventi di guerra alle porte di casa. E Fanin ci ha lasciato una traccia importante di pace. Il suo è un altissimo messaggio di pace”.

Casini, ha detto, tra l’altro: "Oggi Fanin è una figura capace di unire, perché ci ricorda cos’è stata l’Italia quando era lacerata dall’odio ideologico. Purtroppo, la storia di Fanin parla anche al presente, che in diverse parti del mondo vediamo lacerato dai fanatismi ideologici. Per questo è così importante essere qui oggi”.

La commemorazione, è poi proseguita con gli interventi dei rappresentanti delle organizzazioni che più direttamente si richiamano alla figura di Giuseppe Fanin. Per primo è intervenuto l’ex ministro Galletti, presidente Ucid (Unione cristiana Imprenditori e dirigenti) ed Emil Banca e promotore della giornata: "Il senso di questa occasione – ha detto Galletti - è tutto al futuro. Oggi dobbiamo chiederci: cosa possono fare insieme le organizzazioni che si sono ritrovate qui? Come possono esprimere nel tempo e nei progetti concreti l’unità vissuta nel corso di questa giornata?”.

Nel contesto delle celebrazioni per il 75esimo dalla morte di Fanin, all’interno del Comune di San Giovanni in Persiceto, Galletti ha incontrato la delegazione di Magneti Marelli della Fim Cisl di Bologna, guidata dal segretario generale Massimo Mazzeo e da Fabio Gioli di Cisl area metropolitana Bologna.

"La chiusura dello stabilimento di Magneti Marelli di Crevalcore – ha evidenziato Galletti - va evitata assolutamente. Lì ci sono competenze e c’è la vita delle lavoratrici e dei lavoratori, a cui abbiamo il dovere di stare vicini, assecondando i processi ora in atto che possono portare alla soluzione di una vicenda che riguarda tante famiglie e che sta tenendo il territorio e il Paese con fiato sospeso. Come Ucid e come Emil Banca seguiamo da vicino gli sviluppi e siamo a completa disposizione. Esserci incontrati oggi, nel contesto della commemorazione di Fanin ha un significato simbolico ancora maggiore".

Sono poi intervenuti a seguire, anche Daniele Ravaglia, vicepresidente Confcooperative Terre d’Emilia, Fabio Gioli per Cisl area metropolitana Bologna, Gilberto Minghetti per Mcl Bologna, Chiara Pazzaglia, presidente Acli Bologna, Daniele Magliozzi, presidente Azione cattolica Bologna e Marco Buscaroli di Coldiretti Bologna. 

è arrivato su WhatsApp

Per ricevere le notizie selezionate dalla redazione in modo semplice e sicuro