"Fotografo le tombe per raccontare le vite"

Si fa chiamare Beccamorta ed è seguitissima sui social: "Lavoravo in Certosa, volevo far conoscere la cultura che c’è in questi luoghi"

"Fotografo le tombe per raccontare le vite"
"Fotografo le tombe per raccontare le vite"

Per molte persone è una pratica strana, in verità basterebbe solo avere un po’ di cultura delle cose del mondo e della storia, per capire che la ricerca di un’estetica fuori dai cliché è sempre stata dei movimenti d’avanguardia, di chi fa ricerca, di chi crea il nuovo e non vuole stare allineato. E allora la tiktoker Beccamorta (con una croce al posto della ‘t’) è forse un piccolo seme di avanguardia bolognese? Pare proprio di sì – i Joy Division con la copertina del loro mitico ’Closer’ dedicata alla tomba Appiani nel cimitero monumentale di Staglieno la penserebbero così – visto che le sue passeggiate alla Certosa di Bologna e nei cimiteri d’Italia e d’Europa, proprio su Tik Tok sono seguite da 55.000 follower e su Instagram da quasi 17.000 persone. Tutti amano scoprire storie di gente famosa ma anche comune, attraverso quelle foto in bianco e nero di cento e più anni fa, cui Maria Veronica Zinnia, 28 anni, un nickname davvero ironico, offre una nuova narrazione. E c’è comunque un nome per le sue visite tramite il mondo digitale: ’necroturismo’.

Veronica, lei ha scelto un campo d’interesse davvero unico nel mondo degli influencer.

"Lo so benissimo. C’è chi mi dice: ma non hai paura? Ma è dei vivi che bisogna avere paura. Scatto le foto e dedico video e post per far rivivere la memoria di tante persone dimenticate".

Come nasce questa sua passione per i cimiteri?

"Fin da quando ero piccola sono stata abituata a portare i fiori sulle tombe dei parenti, nel cimitero di Medicina, il 2 novembre, e quando mio padre mi portava, alla fine gli dicevo sempre di fermarci a vedere le tombe senza i fiori, perché mi dispiaceva. Ecco la radice del mio interesse, un sentimento reale che poi, da grande mi ha portata a desiderare di lavorare nel campo delle onoranze funebri. Alla base c’è sempre la cura dei morti. Nel 2019 è arrivata una bella opportunità: grazie alle borse lavoro del Comune e ho potuto fare il tirocinio al cimitero Monumentale della Certosa e contemporaneamente far partire il progetto Beccamorta".

Come nasce?

"Lavorando alla Certosa nel 2019, dovevo andare a cercare i loculi e capire se gli abbonamenti per il defunto di una famiglia erano ancora attivi; facendo questo ho realizzato il mio primo video che consisteva nel raccontare come si lavora in un cimitero, una giornata tipo, ecco. Poi mi è venuta l’ispirazione di parlare di tutta la cultura che c’è attorno alle cose macabre e misteriose, e sono passata a Instagram e a Tik Tok. Infine è nato il format dedicato ai giovani morti cent’anni fa, perché immagino sempre la vita che potevano aver avuto, non troppo differente dalla mia, i sogni che avevano. Faccio scatti alle foto seppiate, senza rivelarne il nome naturalmente, i volti sono affascinanti, quante storie racchiudono... Infine le visite alla gente famosa sono tra le storie più seguite, la prima di cui ho raccontato è stata quella di Charlie Chaplin in Svizzera, perché adoro il cinema. Poi i miei idoli, come Rino Gaetano, Vincent Van Gogh, Fabrizio De Andrè, Emilio Salgari, quando viaggio c’è sempre una tomba di mezzo per la destinazione".

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