Gualtieri attacca Salvini: "Sta sbagliando"

Il sindaco di Roma: "Il suo provvedimento è strampalato". Nizzi (Olbia): "Bologna non torni indietro"

Gualtieri attacca Salvini: "Sta sbagliando"

Gualtieri attacca Salvini: "Sta sbagliando"

Non c’era ieri Matteo Salvini al maxi summit voluto da Palazzo d’Accursio sulle ragioni dell’andamento lento, ‘Più piano più sicuro’, celebrato in Salaborsa. Ma gli attacchi nei suoi confronti non sono certo mancati, da parte dei sindaci di centrosinistra. E non solo. La sala, piena, ha applaudito alcuni interventi, tra cui quello di Roberto Gualtieri, sindaco di Roma, collegato dal Campidoglio. "La direttiva di Salvini è completamente strampalata, perché si appoggia a una vecchia circolare degli anni ‘70 che è stata completamente superata da successivi testi gerarchicamente superiori – ha detto il primo cittadino –. Quindi è chiaramente ispirata da volontà politica". Insomma, quell’atto di indirizzo per Gualtieri "non ha alcun valore giuridico" e "serve a incentivare i ricorsi".

A Salvini ha spedito un consiglio accorato un altro sindaco, che però per lui è un alleato, Settimo Nizzi da Olbia. "Non torneremo mai indietro, dovrà venire qualcun altro a governare la città per farlo – ha detto il primo cittadino di Forza Italia, l’unico di centrodestra a intervenire (anche lui da remoto) –. Lepore vada avanti, e Salvini ci lasci lavorare, dovrebbe sedersi a un tavolo, non fare una direttiva riferita a quella del 1979, oggi inefficace. Il consiglio che do a Lepore è accompagnare la misura senza elevare contravvenzioni". Duro sul governo Michele De Pascale. "Che Salvini, da ministro, decida da Roma i limiti di velocità strada per strada, è la più grande negazione dei principi di autonomia che questo Paese ricordi – ha dichiatato il sindaco di Ravenna –. Che quest’ingerenza non venga denunciata come inaccettabile da qualsiasi sindaco del Paese è una cosa che non può essere tollerata". Presente in carne e ossa invece, al pari dell’ex calciatore Damiano Tommasi (sindaco di Verona), Giorgio Gori (nella foto), sindaco di Bergamo, che in verità una stoccatina al modus operandi di Bologna l’ha data. "Abbiamo fatto un po’ diversamente, con un piano più graduale, senza un momento pubblico importante come Bologna – ha sottolineato Gori –. Forse in questo modo abbiamo attivato meno anticorpi, nessuno ha protestato. Oggi siamo ad oltre il 50% di copertura, entro la fine dell’anno saremo all’80%".

Il costituzionalista Andrea Morrone, invece, dal palco ha smontato la direttiva del ministero. "Un problema legale enorme, va impugnata davanti al giudice perché non tiene dal punto di vista della razionalità giuridica, di qualsiasi ordinamento – ha detto il giurista dell’Alma Mater –. La legge dice che è la direttiva del ministro che deve fare da quadro, significa proprio che il ministero stabilisce la cornice, ma la Direttiva non può trasformarsi in disposizione di dettaglio, stabilendo strada per strada la velocità che dev’essere seguita. Un evidente problema di costituzionalità".

pa. ros.

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