Guccini: "Con la chitarra per cercare ragazze"

Al Modernissimo ha presentato ’Canzoni da osteria’: "Luoghi mitizzati, non potevamo permetterci altro". I brani della tradizione

Guccini: "Con la chitarra per cercare ragazze"

Guccini: "Con la chitarra per cercare ragazze"

Quando dieci anni fa Francesco Guccini presentò a Bologna il documentario su quello che, almeno allora, sarebbe dovuto essere il suo album finale, ’L’ultima Thule’, scelse le mura amiche del suo posto del cuore, Vito, a pochi metri dalla leggendaria abitazione celebrata in ’Via Paolo Fabbri, 43’. Adesso che deve raccontare un disco che si chiama ’Canzoni da Osteria’, lo fa nel nuovo salotto del centro città, il Modernissimo, che si candida a diventare così luogo della cultura in una accezione molto ampia. Il Maestrone, lo dimostrano gli incontri organizzati in occasione della pubblicazione dell’album, ha voglia di parlare, di incontrare i suoi ascoltatori, che sono sempre tantissimi, visto il successo di vendite di un lavoro che è stato realizzato solo in versioni ‘fisiche’. Un disco nel quale il cantautore fa un omaggio alla città dove ha vissuto a lungo con il brano ’La maduneina dal Baurgh ‘d San Pir’ in bolognese, Tanti giovani in platea e tante personalità ad ascoltarlo in prima fila, dal presidente della Regione Bonaccini al sindaco Lepore e all’assessore Santori. "Scusate, sono un po’ frastornato – attacca –, non sono più abituato alla confusione della città". E poi, a proposito del titolo del disco: "Le osterie sono luoghi che hanno subito, nel corso degli anni, una forte mitizzazione. In realtà di particolarmente affascinante non avevano nulla. Luoghi tetri, con gente silenziosa, esistevano solo due tipologie di vino, bianco o rosso. Noi giovani ci andavano semplicemente perché erano gli unici locali che potevamo permetterci. Non potevamo certo frequentare i night alla moda come il Whisky a Go Go. Consumavamo lì i nostri pomeriggi, portavamo la chitarra, speravamo sempre nella presenza delle ragazze che ascoltassero il nostro repertorio". Repertorio molto ampio. "Sin da allora, mi sono sempre considerato un cercatore di canzoni, le più strane, le più travolgenti, che suscitassero emozioni. Eravamo ragazzi, ci facevamo delle illusioni sul potere della musica".

Canzoni, quelle che cantate nelle osterie, che sono poi entrate nel nuovo disco: "Il repertorio era potenzialmente infinito. Io, ad esempio, sono un appassionato di inni. Li colleziono, potrei fare un disco solo di inni; una volta durante un concerto in Svizzera, ho rischiato la galera perchè ho preso in giro il pubblico suggerendo una versione personale del loro inno, trasformato in un omaggio al cioccolato, al formaggio e all’orologio... speravo in un maggiore senso dell’ironia degli spettatori". E poi qualche inno lo intona, come quello dei giovani peronisti. Poi Bologna, naturalmente, con Maria La Guerra e La maduneina dal Baurgh ‘d San Pir. "È una storia fortemente legata alle tradizioni. Racconta della Madonna del Borgo di San Pietro che andava in processione al Pratello e gli abitanti del quartiere non volevano più restituirla. E’ di Quinto Ferrara, che faceva il tipografo al Resto del Carlino ed è stato uno dei grandi cantori di Bologna. È un brano fortemente intriso di nostalgia, che è forse uno degli elementi che più caratterizzano questo lavoro". Un nuovo disco il prossimo anno? "Mi piacerebbe – chiude –, il materiale c’è, ma sono anziano. Certo l’idea di incidere l’inno peronista mi affascina molto..."

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