Guerra di mozioni sulla strage In Parlamento accordo a metà "Giusto desecretare tutti gli atti"

Dalla Camera ok al documento di FdI. Quello di De Maria (Pd) approvato solo in alcune parti. Respinto il passaggio sullo svolgimento sereno dei processi contenuto nel testo dei dem.

Guerra di mozioni sulla strage  In Parlamento accordo a metà  "Giusto desecretare tutti gli atti"

Guerra di mozioni sulla strage In Parlamento accordo a metà "Giusto desecretare tutti gli atti"

di Rosalba Carbutti

La politica si divide sul 2 agosto. Mentre a Bologna si ricordano le 85 vittime e i 200 feriti della strage alla stazione con l’orologio fermo alle 10.25 di quella tragica pagina della nostra storia, in Aula, alla Camera, va in scena la ’guerra’ delle mozioni. Tra distinguo, accuse, polemiche e solo un punto in comune: avanti con la desecretazione degli atti.

Per il resto, sulla matrice dell’attentato, restano le distanze. Se, infatti, la strage viene definita "neofascista" più volte nel documento del Pd presentato dal deputato dem Andrea De Maria, non c’è alcun riferimento in quello del centrodestra. Differenze che pesano come macigni, soprattutto nel giorno in cui si commemorano le vittime della strage della stazione per la 43esima volta. Il parlamentare bolognese, infatti, si dice "dispiaciuto che nella mozione di centrodestra non sia stata in alcun modo ricordata la matrice neofascista dell’attentato, scavalcando a destra persino Ignazio La Russa" che, in Aula, durante la commemorazione, ha così precisato: "Va doverosamente ricordato la definitiva verità giudiziaria, che ha attribuito alla matrice neofascista la responsabilità di questa strage".

Non solo. De Maria attacca anche l’ennesimo riferimento alla pista palestinese, visto che nella mozione di Fratelli d’Italia presentata dal deputato meloniano Federico Mollicone, si parla "dell’esistenza di collegamenti internazionali del terrorismo italiano". Parola, ’terrorismo’, utilizzata anche dalla premier Giorgia Meloni che, per il 2 agosto, ha parlato di "colpo feroce del terrorismo", senza però citare la matrice neofascista dell’attentato.

Viste le premesse, il centrosinistra ha, quindi, votato contro la mozione del centrodestra, "trovando veramente grave che non sia nemmeno ricordato il carattere neofascista della strage e che venga riproposta nei fatti la cosiddetta pista palestinese, su cui le sentenze della magistratura hanno già fatto chiarezza", insistono De Maria con Sandro Ruotolo (della segreteria nazionale del Pd). Il documento è, comunque, passato con 170 sì e 117 no, mentre il meloniano Mollicone ha rivendicato l’obiettivo: "Accelerare la desecretazione degli atti, la riforma del segreto di Stato e la creazione di un archivio unico digitale dei documenti". Sottotesto, rivolto a dem e centrosinistra: "La nostra ansia di verità e la vostra sono condivise", continua Mollicone, rilanciando l’idea di una nuova commissione d’inchiesta.

Resta il fatto che la mozione del Pd, votata in modo compatto da dem, 5 Stelle, Iv, Azione, Verdi e Sinistra, è passata solo in alcune parti. Se è stato dato l’ok con 289 voti favorevoli all’impegno sulla desecretazione degli atti e la collaborazione "fattiva e trasparente con i rappresentanti delle associazioni", sono, invece, state bocciate le ultime premesse del documento e il primo impegno relativo ai processi. Queste le parole non approvate: "Fermo restando il diritto sancito dalla Costituzione alla presunzione di innocenza nei confronti delle singole persone coinvolte fino ad eventuale condanna definitiva, si impegna il governo "ad adottare iniziative volte a garantire, per quanto di competenza, lo svolgimento sereno e senza interferenze dei processi, ancora non conclusi, riguardanti la stagione stragista che ha insanguinato l’Italia e ha visto collaborare insieme neofascisti, logge massoniche segrete ed agenti infedeli degli apparati di sicurezza".

Parere contrario del governo anche su due premesse (ok, invece, alle altre 19) della mozione dem. La prima, riguarda la scelta del governo "senza consultare le associazioni, di modificare la composizione della commissione consultiva sulla desecretazione degli atti delle stragi"; la seconda, invece, fa riferimento al timore dei rappresentanti dell’associazione 2 agosto e quelli dell’associazione che riunisce i famigliari delle vittime di Ustica, di "una strategia a largo spettro per riscrivere la storia delle stragi e dei processi". Per questi passaggi, ci sono stati 170 no e 122 sì.

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