Il decreto Alluvione Lo Giudice in pressing "Altre zone da inserire Figliuolo dia risposte"

Il capo di Gabinetto in città metropolitana: "Ok Saffi e Ganzole. Ma vanno aggiunte le aree Colli, Barca, Santa Viola e altre in provincia. I fondi? Sulle strade 13 milioni li abbiamo messi di tasca nostra".

Il decreto Alluvione  Lo Giudice in pressing  "Altre zone da inserire  Figliuolo dia risposte"

Il decreto Alluvione Lo Giudice in pressing "Altre zone da inserire Figliuolo dia risposte"

di Rosalba Carbutti

Non solo via Saffi e le Ganzole. Sono diverse le località rimaste fuori dal decreto alluvione. Lo sa bene Sergio Lo Giudice, capo di Gabinetto in città metropolitana con delega al Lavoro, che dal summit del commissario Francesco Figliuolo il 31 agosto in Regione si aspetta "una risposta definitiva".

Del resto, "la lista aggiornata – spiega Lo Giudice – l’abbiamo inviata al governo a inizio giugno e rimandata al commissario Figliuolo due settimane fa".

Nell’elenco figurano, ad esempio, – per quanto riguarda Bologna – le ’zone Saffi, Barca, Santa Viola, la macro area Collina, l’area statistica Bellaria e quella San Savino’. A queste si aggiungono altre zone e località in provincia.

Il 31 agosto chiederete a Figliuolo l’allargamento della zona rossa destinataria del decreto Alluvione?

"Abbiamo già chiesto. Il 31 il commissario ci deve dare una risposta. Ci aspettavamo che il decreto fosse aggiornato già in sede parlamentare. Ma la nostra richiesta, purtroppo, non è stata accolta. A questo punto tocca al commissario – che ha 60 giorni di tempo per farlo da quando è stato approvato il decreto, quindi fino al 30 settembre – per intervenire".

Il viceministro Galeazzo Bignami è fiducioso...

"Anche noi. Ma il problema è che l’aggiornamento poteva essere fatto prima. Il decreto è stato convertito in legge a fine luglio... stiamo morendo di burocrazia. E si rimanda una decisione di mese in mese. Sappiamo che c’è la norma che permette al commissario di aggiungere altre zone destinatarie degli aiuti, ma intanto il tempo passa...".

Secondo Bignami ci sarebbero stati errori da parte vostra per l’eccessiva fretta...

"Questa è una bufala. Il primo elenco – che venne fatto dalla Protezione civile – era provvisorio. Abbiamo chiesto l’integrazione già ai primi di giugno. A questo punto la fretta ce l’abbiamo perché ci sono situazioni che richiedono soluzioni rapide. Ci sono strade che hanno subito lo stesso impatto, ma su alcune si può intervenire perché sono ricomprese nel decreto Alluvione, su altre no perché escluse. Una situazione surreale".

Intanto, però, sulle strade si deve intervenire...

"Eh già. Solo come ente, la Città metropolitana sta spendendo soldi suoi. Dei 64 milioni di euro necessari per ripristinare le strade provinciali non abbiamo ancora visto un euro. Ne abbiamo, invece, messi 13 milioni di tasca nostra. Avevamo 49 strade danneggiate, delle quali 22 chiuse. Ora solo cinque sono bloccate. Ma non si può continuare così. I soldi devono arrivare. O i lavori rischiano di fermarsi".

Com’è la situazione nei piccoli comuni alluvionati?

"Soprattutto in quelli dell’Appennino ci sono problemi. I Comuni stanno attingendo ai soldi dei propri bilanci, ma così facendo alcuni rischiano il default".

Il governo ha rassicurato che verà risarcito tutto, ma ci vuole tempo.

"Il commissario non è ancora in grado di dare alcunché al nostro territorio. Siamo nel limbo. Sono giusto arrivati i primi 200 milioni a famiglie e imprese, ma è una goccia del mare. Di certo non bastano i bonus di 20mila euro alle imprese e i 3-5mila euro per la famiglie".

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