Il dramma di un padre: "Voglio riabbracciare mio figlio: la madre l’ha portato via"

Lui è un imprenditore di Forlì, lei una ricca guatemalteca. Il bambino, che ha due anni, è scomparso dal 19 luglio. "Mi aveva detto che lo portava al mare, invece è sparita nel nulla".

di Francesca Miccoli

FORLÌ

"Aiutatemi a riportare a casa il mio bambino". È un appello accorato quello di Rubens Gardelli, forlivese di 46 anni salito più volte alla ribalta mediatica grazie alla vittoria nel campionato del mondo di torrefazione del caffè. Questa volta a trascinare il suo nome nelle cronache è il dramma che lo ha privato dell’affetto più caro: dallo scorso mese di luglio Gardelli non può più abbracciare il figlioletto Brando, 2 anni di tenerezza, portato in Guatemala dalla madre, nonché moglie di Rubens. Secondo il forlivese un vero e proprio rapimento, tramato alle sue spalle ed effettuato il 19 luglio.

"Una giornata apparentemente come tutte le altre. Nel primo pomeriggio mia moglie mi ha chiamato per dire che avrebbe portato il bimbo al mare, a Lido Adriano, come capitava spesso d’estate". Purtroppo, però, madre e figlio non hanno mai fatto rientro a casa. "Alle 22, preoccupatissimo, ho chiamato il Pronto soccorso di Forlì e quello di Ravenna". La risposta è stata solo in parte rassicurante: mamma e bimbo non sono stati registrati nei due nosocomi ma di loro non c’è alcuna traccia. "Probabilmente erano già atterrati in Guatemala", spiega Gardelli, che aveva provato anche a contattare il suocero oltreoceano. Quello stesso uomo che alcuni anni prima, al cospetto della volontà della figlia di trasferirsi in Italia, le aveva imposto il matrimonio. Alcuni mesi dopo la formalizzazione del rapporto, la nascita di Brando ne sancisce il definitivo coronamento. Un fagottino che unisce ancora di più i neogenitori. Poi, però, qualcosa sembra incepparsi nella mente della mamma. "Si era convinta che la tradissi con una mia dipendente, nella mia squadra da ben 22 anni. Una vera e propria paranoia che abbiamo cercato di contrastare incontrando una psicologa". La professionista non ha dubbi: la donna è affetta da una severa depressione post partum. Ma nulla fa presagire il dramma che si sarebbe consumato nel cuore dell’estate.

Sopraffatto dal dolore, Gardelli assolda un pool di avvocati, formato da penalisti di grido e persino un accademico, docente di diritto internazionale all’università romana di Tor Vergata. "È in corso un’indagine volta ad avviare una rogatoria internazionale – spiega Rubens –. Ottenuto dalla giustizia italiana l’affidamento esclusivo di Brando, abbiamo chiesto un decreto di rimpatrio alla luce della Convenzione de L’Aja, quindi contattato l’ambasciata italiana e persino il nunzio apostolico in Guatemala". Querelata per sottrazione di minore, la mamma di Brando avrebbe depositato una denuncia per violenza domestica, mai formalizzata all’autorità giudiziaria italiana. "La famiglia di mia moglie è una delle più facoltose del suo Paese, dove la corruzione dilaga, e vanta consolidati legami con il governo. Mi sento Davide contro Golia e temo per la mia incolumità, ma sono pronto a tutto per riabbracciare il mio piccolo".

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