Il film pro Putin è un caso. Condanne dall’Ucraina. Il Comune convoca il gestore del circolo

Ancora polemiche sulla proiezione de ‘Il Testimone’ nello spazio pubblico. L’associazione italo-ucraina: "Assurdo, vogliono solo fare propaganda". Un movimento di estrema destra offre la sede per diffondere il documentario.

Il film pro Putin è un caso. Condanne dall’Ucraina. Il Comune convoca il gestore del circolo

Il film pro Putin è un caso. Condanne dall’Ucraina. Il Comune convoca il gestore del circolo

Moroni

Non si placano le polemiche sull’evento (ancora) in programma a Villa Paradiso. E se, da una parte, l’associazione Italia-Ucraina a Bologna condanna fermamente la proiezione del film ‘Il Testimone’ nell’ex centro sociale, dall’altra il Movimento nazionale Rete dei patrioti rilancia: "Mettiamo a disposizione gli spazi del nostro circolo" per l’evento. Come riportato ieri dal Carlino, infatti, la proiezione della pellicola russa sul conflitto in Ucraina – con la presenza di Vincenzo Lorusso (Associazione Donbass Italia) e il giornalista Andrea Lucidi – alla Casa di Quartiere il 27 gennaio (tra l’altro, Giornata della Memoria) ha mandato in fibrillazione i bolognesi, con il Comune che ha convocato domani alle 11 a Palazzo d’Accursio il gestore di Villa Paradiso per chiedere l’annullamento dell’evento, mentre Fratelli d’Italia ha criticato il sindaco per non aver impedito la realizzazione dell’incontro.

L’ASSOCIAZIONE

ITALIA-UCRAINA

Di opinione diversa l’associazione Italia-Ucraina, che ha la propria sede in via Ermete Zacconi e, in passato, era stata colpita dai vandali con scritte violente e intimidatorie. La referente Liubov Sandulovych ringrazia l’amministrazione: "Ci fa piacere che il sindaco abbia capito la situazione: in uno spazio del Comune è stata organizzata la proiezione di un film che racconta l’occupazione dell’Ucraina. Si vogliono mostrare immagini e documenti falsi ed è chiaramente un tentativo di fare propaganda. Ecco perché l’abbiamo segnalato anche noi all’amministrazione".

"In tutta la regione gli ucraini, che non vogliono essere chiamati profughi, sono più di 20mila – incalza ancora Sandulovych –. Ci sono persone che vengono e tornano nel proprio Paese per necessità, persone che sono scappate e sono arrivate qui per lavorare e altre che hanno trovato in Italia una nuova casa: tutte queste persone non vogliono dare spazio alla propaganda filorussa".

L’INCONTRO IN COMUNE

L’incontro a Palazzo d’Accursio è stato quindi fissato per domani. Nessun commento da parte di Erika Capasso, delegata del sindaco alle Case di quartiere, che si limita a ribadire quanto espresso dal Comune ("È inaccettabile utilizzare una sede istituzionale per attività di propaganda, siamo contrari a questa iniziativa e chiederemo agli organizzatori di ritirarla"). Secondo la convenzione stipulata tra il Comune e l’Associazione Villa Paradiso, che risale al 2020 e scade nel 2024, il referente dello spazio in via Emilia Levante è Maurizio Sicuro: "Andremo all’incontro chiesto dall’amministrazione – spiega il gestore –: non ci hanno comunicato l’oggetto dell’incontro, dopo sicuramente faremo delle valutazioni".

IL ’MOVIMENTO NAZIONALE’

Sul tema interviene anche Stefano Colato, responsabile provinciale del Movimento nazionale Rete dei patrioti (nato dopo la scissione da Forza Nuova nel 2020), che critica quella che assomiglia a "una censura" da parte del Comune: "Il caso della mancata proiezione del film russo è emblematico sulle condizioni della democrazia e del pluralismo in Italia – commenta Colato –. Chi osa raccontare qualcosa di diverso da ciò che ci propina il mainstream viene censurato. E tutto ciò a 360 gradi, ovvero da centrodestra e centrosinistra gli attacchi a chi cerca di raccontare un altro parere sono stati feroci. Non è ciò che pensano gli italiani che, in più di un sondaggio, si sono dichiarati contrari a questa crociata contro la Russia. Per affermare la libertà di informazione e di parola noi del Movimento nazionale mettiamo a disposizione gli spazi del nostro circolo per la proiezione del film". Critiche alla Giunta anche da Potere al Popolo: "La programmazione del film sta scatenando le voglie di censura anche a Bologna". La polemica, come detto, non si placa.

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