Il guado di Monterenzio ha le ore contate

La demolizione sarebbe prevista per lunedì prossimo. Lisei (FdI): "Città Metropolitana e Regione mettano prima a posto la strada"

Il guado di Monterenzio ha le ore contate

Il guado di Monterenzio ha le ore contate

Si riaccende la paura per il guado di Monterenzio, parallelo alla sp7 Idice, e costruito da sette costruttori locali, durante l’alluvione di maggio, per dare una viabilità alternativa ai cittadini, dopo che la via Idice era stata interrotta dalle frane. Ora però, i cittadini fanno fronte comune contro l’ordine di demolizione di questa struttura, anche perché la Idice è stata riaperta al traffico solo a metà. Il primo tentativo di demolizione, con tanto di ruspe inviate sul posto, era avvenuto a gennaio, ma un sit in di più di 200 cittadini era riuscito a bloccare l’intervento.

Ora la demolizione, a quanto dicono i residenti, sarebbe in programma per il 12 febbraio. In merito si è espresso il senatore FdI Marco Lisei: "Città Metropolitana e la Regione invece che scaricare il barile sul Comune, intimando la rimozione del guado, dovrebbero preoccuparsi di ripristinare la strada provinciale che è stata lesionata dall’alluvione. Il governo ha stanziato ingenti risorse che ad oggi la Città Metropolitana non riesce a spendere per una incapacità gestionale, ma soprattutto politica. È tuttavia evidente che i ritardi per incapacità si sommano, in questo caso, con un disegno politico: creare le condizioni perché venga incolpato il sindaco dell’inerzia amministrativa della Città Metropolitana che, insieme alla Regione, da un lato intima l’abbattimento del guado, dall’altro non fa nulla per ripristinare la viabilità. Per una volta Lepore deve assumersi tutte le responsabilità mettendo in sicurezza il guado ed accelerando il ripristino della strada provinciale. Quello che stanno facendo a sinistra è ancora una volta uno squallido gioco sulla pelle i cittadini già penalizzati da un alluvione che ha causato ingenti danni proprio a causa della trascuratezza e della incuria con cui hanno trascurato territorio".

Intanto i cittadini hanno raccolto un migliaio e mezzo di firme contro l’abbattimento e nove imprenditori locali hanno mandato una diffida a tutte le istituzioni, compreso il Comune.

I costruttori coinvolti dichiarano: "Non vorremmo ritrovarci le ruspe lunedì, dopo la mobilitazione dei cittadini e le promesse di blocco della demolizione avute il 16 gennaio scorso. Non ha senso voler demolire il guado ora, senza aver ripristinato la sicurezza del versante e la viabilità a doppio senso come scritto su relazioni ufficiali. Potrebbe servirci ancora, tra l’altro situazioni di pericolo nella zona e anche nel fiume ce ne sono altre: frane, un capannone nel letto del fiume, detriti, vegetazione, guard rail ammassati fuori luogo, è illogico. Per mantenere l’opera, che è anche un simbolo, sino al ripristino della Idice, ci appelliamo a tutte le autorità".

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