Il presepe di conchiglie in mostra in Vaticano

L’opera di Patrizia ed Eleonora è tra le 120 esposte in piazza San Pietro "Onorate del riconoscimento, ci abbiamo messo tutta la nostra creatività" .

Il presepe di conchiglie in mostra in Vaticano

Il presepe di conchiglie in mostra in Vaticano

Le conchiglie della Riviera romagnola e l’uncintetto dell’Aemilia Ars sono gli speciali ‘ingredienti’ del presepe ‘made in Zola Predosa’ selezionato dal Dicastero vaticano per l’evangelizzazione per partercipare alla mostra inaugurata venerdì sotto il braccio di sinistra del Colonnato del Bernini, in Piazza San Pietro.

All’apertura erano presenti il pro prefetto monsignor Rino Fisichella, il coro dei bambini dell’istituto comprensivo di Greccio e la banda musicale della Gendarmeria vaticana. Una rassegna speciale perché si svolge in occasione delle celebrazioni collegate agli 800 anni del Presepe di Greccio, prima raffigurazione della Natività, che San Francesco realizzò nella cittadina a pochi chilometri da Rieti nel Natale del 1223.

Fra i 120 presepi, provenienti da 22 Paesi del mondo (Italia, Croazia, Spagna, San Marino, Ucraina, Irlanda, Slovenia, Ungheria, Polonia, Estonia, Germania, Slovacchia, Repubblica Ceca, Austria, Russia, Stati Uniti, Colombia, Taiwan, Venezuela, Filippine, Guatemala e Paraguay) c’è anche quello realizzato da Patrizia Carata ed Eleonora Bergamaschi intitolato ’Natività di conchiglie e uncinetto’, che fu esposto per la prima volta quattro anni fa nel municipio di Zola.

Opera selezionata dagli organizzatori tra le oltre trecento natività candidate, e che e ha avuto più volte negli anni scorsi riconoscimenti nel contesto dell’iniziativa del Resto del Carlino intitolato "Vota il tuo Presepe", presenziata da Matteo Maria Zuppi, cardinale e arcivescovo di Bologna.

"E’ un’opera fatta a quattro mani, che in questi anni è stata anche arricchita e modificata ed esposta altre volte. Un po’ come i presepi di casa, che hanno sempre una loro evoluzione ed un allargamento ad altri personaggi", commentano Eleonora e Patrizia, che venerdì erano in piazza San Pietro nello scenografico spazio del colonnato, dove i 120 presepi sono stati disposti uno accanto all’altro, espressione di un crogiuolo di culture, linguaggi, tradizioni artistiche ricche e spesso anche pittoresche.

"Per noi è stato un grande orgoglio. Un riconoscimento che ci ha sorpreso. Siamo stati selezionati tra gli oltre 300 concorrenti – aggiungono Patrizia ed Eleonora –. In questa opera ci abbiamo messo la nostra sensibilità e la nostra creatività. Abbiamo impiegato conchiglie raccolte sulla battigia del mare di Cesenatico, con natività, personaggi e piccoli particolari minuziosamente lavorati all’uncinetto". Lo conoscono bene i cittadini di Zola che lo hanno ammirato nell’ultima esposizione collettiva pre-Covid realizzata nel municipio con la regia di Teresa Grandi e Aldina Villanova.

"Da Zola a Roma è stato un bel tragitto che rende onore anche alla nostra città", commenta l’ex sindaco Stefano Fiorini, marito di Eleonora. La mostra in Vaticano sarà visitabile fino a domenica 7 gennaio con accesso libero.

Un’opera che, considerando il periodo, si prepara ad essere ammirata da milioni di turisti da tutto il mondo.

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