"Il sindaco dice una mezza verità". Il politogo Pombeni ammonisce: "Certe parole sono pericolose"

L’analisi dopo le accuse di Lepore al governo di fomentare una "strategia della tensione" nelle piazze. "È vero che c’è chi soffia sul fuoco, sia da destra che da sinistra. Ma radicalizzare le posizioni è sbagliato"

Paolo Pombeni, politologo, storico e direttore della rivista il Mulino

Paolo Pombeni, politologo, storico e direttore della rivista il Mulino

Bologna, 4 marzo 2024 – "Le parole del sindaco? Dice una mezza verità che trasforma in una intera. Certo, c’è chi soffia sul fuoco, ma sia a destra che a sinistra, ed è pericoloso". Per il professor Paolo Pombeni, politologo, storico e direttore della rivista ‘Il Mulino’ le parole del primo cittadino Matteo Lepore che accusa il governo di incendiare le piazze attuando una "mirata strategia della tensione" attraverso dichiarazioni e atteggiamenti dei suoi esponenti sono in questo momento "tecnicamente sbagliate".

Professor Pombeni, le piazze sono infiammate. Come ci siamo arrivati?

"Sono cicli che si ripetono. Da giovani abbiamo partecipato a cortei per il Vietnam, per esempio. Succede quando c’è questa immagine del piccolo e debole schiacciato dal più forte e violento di turno. Gaza è un dramma enorme, vero, che sta sconvolgendo tutti, ma ovviamente è tutto molto più complesso di così. Queste manifestazioni però vogliono schieramenti netti".

Il sindaco Lepore ha attaccato il governo parlando di una chiara e mirata ‘Strategia della tensione’.

"Il sindaco, diciamo così, trasforma una mezza verità in una verità intera. La mezza verità è che c’è gente che ovviamente soffia sul fuoco, sia a sinistra ma soprattutto a destra. L’idea che bisogna stare dalla parte della polizia sempre e comunque, che non sbaglia mai, che sta tornando l’attacco alle istituzioni sono cose oggettivamente pericolose. Dall’altra parte a sinistra c’è stata una radicalizzazione sulla quale va spesa una parola: queste idee che ci sono fascisti dappertutto, che bisogna resistere, sono cose altrettanto pericolose. Quando accendi queste micce non sai a che falò vanno a dare fuoco".

L’utilizzo di queste parole che evocano anche tempi bui non va nel senso di calmare le acque.

"No, non va in questo senso e tecnicamente in questo momento è sbagliato. Intendo che questa voglia di surriscaldare gli animi, per adesso, è ristretta a falangi di estrema sinistra. E speriamo resti così".

Che differenza c’è fra questi movimenti e quanto accadde nel ’77?

"Sono stati anche quelli momenti ciclici che poi però sono rientrati e non hanno lasciato nulla dietro di sé, se non questa ritualità che vuole che ogni tanto si debba scendere in piazza e fare cose del genere".

Fratelli d’Italia accusa il centrosinistra di ambiguità nei confronti delle frange estreme.

"Ho già in parte risposto. Ma un teatrino delle maschere dalle quali una politica seria dovrebbe stare lontana, perché la riduce a un affare fra radicalizzati e la politica perde, perché la gente a quel punto si ritrae. La sinistra dovrebbe ricordarsi che è più facile che in questi casi vinca la destra".

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