Il tesoro dei canali di Bologna

La finestrella di via Piella, uno dei simboli di Bologna conosciuto anche dai turisti, era...

La finestrella di via Piella, uno dei simboli di Bologna conosciuto anche dai turisti, era stata divelta e lanciata nel canale da qualche imbecille di turno a febbraio. Lo scuro è stato ricostruito dal falegname Maurizio Bolognesi (nomen omen) e rimesso al proprio posto sul canale di Reno grazie all’impegno del Consorzio canali di Bologna e di Confcommercio. Il tratto di canale visibile in centro è una parte dell’esteso reticolo che porta le acque del fiume Reno e del torrente Savena verso la pianura. Quello visibile dalla finestra è rimasto uno dei pochi tratti che tra i primi del Novecento e il dopoguerra non fu ricoperto di asfalto. Spostandosi dall’altro lato invece, via Piella offre un altro scorcio sul canale delle Moline. Realizzato nel 1100 come fossato difensivo, il canale delle Moline era organizzato con lavatoi privati a ponte levatoio, grazie ai quali le lavandaie potevano lavare i panni senza bagnarsi. Tutto il sistema idraulico sotterraneo (in parte visitabile) è gestito dal Consorzio canali di Bologna, ente storico, che ha sede presso l’Opificio delle acque in via della Grada. Attualmente è avviata una ristrutturazione che in tre anni circa di lavori porterà al risanamento del canale delle Moline nel tratto tombato da via Capo di Lucca passando per Porta Galliera fino al canale Navile. Il Consorzio si occupa anche della valorizzazione e della promozione dell’intero patrimonio idraulico.

mail: beppe.boni@ilcarlino.net, voce.lettori@ilcarlino.net

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