Ima, il patto dei cugini Vacchi "Vendita di azioni solo concordata"

Rassicurazione dopo le indiscrezioni. In ballo la quota del manager-influencer che vale oltre 600 milioni

Ima, il patto dei cugini Vacchi   "Vendita di azioni solo concordata"

Ima, il patto dei cugini Vacchi "Vendita di azioni solo concordata"

BOLOGNA

Novità in arrivo a casa Ima. Dopo le indiscrezioni di stampa sulla possibile cessione di quote da parte dell’imprenditore star dei social Gianluca Vacchi al presidente e ad del colosso del packaging di Ozzano dell’Emilia, Alberto Vacchi, è arrivato ieri un comunicato congiunto dei cugini (di secondo grado) che punta a rassicurare sul futuro del Gruppo che ha chiuso il 2022 con 2 miliardi di ricavi.

In ballo c’è la quota del 13% dell’azienda, oggi in mano al manager-influencer (alle prese con le perdite della sua catena di kebab e coi sigilli della villa in Sardegna), e che potrebbe essere venduta al numero uno di Ima. I cugini Vacchi, a tal proposito, precisano che "qualunque possibile operazione avente ad oggetto azioni Sofima (la holding della famiglia che ha il 51,6% del capitale sociale di Ima) di proprietà di Gianluca Vacchi sarà effettuata di concerto con Alberto Vacchi allo scopo di garantire a quest’ultimo, unitamente ad investitori a questi facenti capo, il mantenimento del controllo del Gruppo Ima nonché la piena e indisturbata continuità gestionale". Una conferma del fatto che la maggioranza resterà in capo alla compagine di Alberto Vacchi che ha il diritto di prelazione sulle quote del cugino. La nota non contiene cifre, ma specifica che "tale possibile operazione non potrà che avere quale valore di riferimento la transazione con la quale il fondo Bdt & Msd Partners si è impegnato a subentrare all’attuale socio BC Partners, che ha realizzato un’importante plusvalenza rispetto al valore investito nel 202021". Il 31 luglio, data dell’annuncio dell’ingresso della banca d’affari di Byron Trott, consulente del miliardario Usa Warren Buffett, il valore di Ima era di 6,5 miliardi di euro. Da qui, i cugini Vacchi fanno sapere "che la valutazione attuale delle quote di proprietà di Gianluca è pari a circa tre volte il valore inopinatamente sinora apparso sulla stampa". Valore erroneamente quantificato sui 230 milioni, mentre oggi – dopo l’operazione con Bdt & Msd Partners (il closing sarà a fine anno) – supererebbe i 600 milioni.

Per Marco Colli (Fiom-Cgil) "al di là delle scelte legittime della proprietà, ci interessa che l’azienda mantenga la sua missione industriale, creando posti di lavoro e ricchezza sul territorio".

Rosalba Carbutti

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