Inchiesta, l’accelerata. Sentito anche Cavedagna

Focus sui ritardi dell’amministrazione e sullo scambio di carte negli anni

Inchiesta, l’accelerata. Sentito anche Cavedagna
Inchiesta, l’accelerata. Sentito anche Cavedagna

Stefano Cavedagna, capogruppo di Fratelli d’Italia a Palazzo d’Accursio, è stato sentito dai carabinieri nell’ambito dell’inchiesta sulla Garisenda, la Torre malata che è finita anche nel ‘mirino’ della Procura dopo un esposto, per l’appunto, di Fratelli d’Italia. Secondo quanto filtra da alcune indiscrezioni, Cavedagna (sentito due volte, una a dicembre e un’altra a gennaio) sarebbe stato interpellato sui documenti ottenuti da Palazzo d’Accursio, nel corso delle diverse richieste di interrogazioni, e in generale sull’attività intercorsa in questi mesi in Comune. Altri interrogatori sarebbero stati effettuati. Fratelli d’Italia aveva messo nel mirino i "ritardi", a parere dei meloniani, da parte dell’amministrazione nell’occuparsi della messa in sicurezza della torre, malgrado i ripetuti messaggi di preoccupazione ("rischio collasso") che sono stati messi nero su bianco, in questi ultimi anni, dai report del comitato scientifico di monitoraggio. L’esposto firmato dai meloniani, in particolare, puntava il dito anche contro gli amministratori del Comune, presenti e passati, accusati di avere ignorato le ripetute sollecitazioni urgenti sulle precarie condizioni della torre. Recentemente la Procura aveva ultimato le acquisizioni, direttamente in Comune, delle carte necessarie per far luce sull’inchiesta.

Parliamo di tutti quanti gli atti disponibili sulla vicenda Garisenda presenti a Palazzo D’Accursio, ossia tutte le relazioni tecniche, le note e i verbali dal 2019 in poi, sono stati acquisti dagli inquirenti. Compresi quei verbali del comitato tecnico-scientifico delle riunioni avvenute tra il 2019 e il 2023, che non erano stati ancora protocollati al momento dell’esposto e perciò non risultavano consultabili neppure a fronte di una richiesta di accesso agli atti presentata dai consiglieri di Fratelli d’Italia. Massimo riserbo per ora da Palazzo d’Accursio, la linea del sindaco Matteo Lepore è quella della tranquillità assoluta rispetto all’operato del Comune, recentemente e negli ultimi anni. Mancherebbe ancora qualche passaggio, poi il procuratore capo Giuseppe Amato deciderà il da farsi, se incaricare la polizia giudiziaria di ulteriori approfondimenti o meno, e soprattutto se iscrivere indagati o titoli di reato nel fascicolo – che per ora resta appunto contro ignoti e senza contestazioni – oppure propendere per un’archiviazione.

pa. ros.

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