FRANCESCO ZUPPIROLI
Cronaca

Incidente mortale Bentivoglio, perde la vita a 33 anni

La tragedia all'alba: la vittima, residente a Calderara si è scontrata frontalmente contro un Tir alla rotonda Segnatello, mentre stava andando a lavorare

Ambulanza su incidente mortale (foto d'archivio)

Ambulanza su incidente mortale (foto d'archivio)

Bologna 24 gennaio 2022 -  Erano quasi le 6 di mattina, questa mattina, quando alle 5.40 per la precisione un uomo di 33 anni, Muhammad Nazam, di origine pakistana, ha perso la vita durante uno scontro frontale contro un autoarticolato Iveco, alla rotonda Segnatello tra Bentivoglio e Funo. La vittima 33enne si trovava alla guida di una Volkswagen Polo e, per cause ancora in corso di accertamento da parte dei carabinieri della compagnia di Molinella, accorsi sul luogo dell’incidente, avrebbe invaso la corsia opposta, andando ad impattare il camioncino in arrivo.

Per il pakistano, che stava andando a lavorare e viveva a Calderara di Reno, non c’è stato scampo. Alla guida del camioncino si trovava un romeno di 34 anni, rimasto illeso nell’urto. Sul posto sono accorsi anche i vigili del fuoco e i sanitari del 118 con auto medica e ambulanza. Il pm di turno ha quindi disposto il sequestro dei mezzi e il trasporto della salma a Bologna.

"Lavorava alla Yoox per LisGroup - ha sottolineato il sindacato Si Cobas, la stessa azienda di cui il Tribunale del Lavoro di Bologna ha accertato la condotta discriminatoria causata dalla variazione dei turni e che aveva portato molte giovani madri a dimettersi. Nazam era l'unico uomo che insieme alle mamme di Lisgroup aveva richiesto il turno centrale", spiegano i Si Cobas. "Nazam aveva delle fragilità e stava facendo delle cure per le quali era importante avere una regolarità del sonno. Aveva chiesto il turno centrale e gli era stato negato. Nazam era un nostro compagno", ha aggiunto il sindacato. !Ci stringiamo al dolore della moglie, alle sue 2 piccole figlie di 6 e 3 anni, alla sua famiglia, ai colleghi di lavoro, agli amici. Nazam la rabbia è tanta, faremo il possibile per renderti giustizia», conclude infine Si Cobas. 

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