Inverno demografico. Pressing sulla politica: "L’obiettivo per il 2033 è 500mila nuovi nati"

Gli Stati Generali partono da Bologna. Ospiti Zuppi, Roccella e Bonaccini. Per il promotore De Palo, l’italia è al punto di non ritorno. "Serve uno sforzo collettivo. Non basta un ministero senza portafoglio".

Inverno demografico. Pressing sulla politica: "L’obiettivo per il 2033 è 500mila nuovi nati"

Inverno demografico. Pressing sulla politica: "L’obiettivo per il 2033 è 500mila nuovi nati"

"Pretendiamo che anche il tema della natalità sia un investimento e non un costo". Partirà dall’Emilia-Romagna, più specificatamente da Bologna, il tour degli Stati Generali della Natalità, ed è il papà Gigi De Palo a condurre la missione, lancia in resta. Che prescinde dai colori politici che chiede che tutti, anche i politici, passino "dall’analisi alla sintesi" per far sì che si blocchi, una volta per tutte, quell’emorragia che toglie pezzi di futuro al Paese. "Checché se ne dica, siamo mamme e papà totalmente liberi – spiega De Palo, presidente della Fondazione per la Natalità e dal 2020 (con breve stop&go dovuto alla pandemia) organizzatore degli Stati Generali –. La quarta edizione degli ‘Stati’ – si terrà il 20 febbraio, dalle ore 9, nella sala ‘20 maggio 2012’ in viale della Fiera 8, in Regione – è per la prima volta un Tour, saremo in alcune città del Nord e anche a Palermo e a Roma".

Perché partite da Bologna?

"Eravamo stati già invitati tempo fa, Bologna si è mostrata tra le platee più pronte. Ci sarà il cardinale Zuppi, presidente della Cei, una figura che quando si muove ‘sposta l’aria’ e che ha una grande rilevanza nella sua attività come pontiere di pace a livello internazionale. E poi, che bella cosa, a Bologna avremo il governo di centrodestra, con la ministra Roccella, che dialogherà con il sindaco Lepore e il governatore Bonaccini, di centrosinistra. La dimostrazione che la natalità è assolutamente un tema di tutti".

Falso quindi il pregiudizio di alcuni che sia un tema caro soltanto al centrodestra?

"Falso, noi siamo abituati a lavorare con tutti i governi, che cambiano rapidamente, del resto abbiamo lavorato di più, finora, con governi non certo di destra, come il Conte 2 e il Draghi. Piuttosto, serve un’opposizione vera che chieda davvero conto di cosa si stia facendo, sul tema".

Si fanno molti meno figli.

"La natalità è un tema di lungo periodo. Che non è risolvibile con un bonus: tutto il Paese deve lavorarci. Manca una regia, ecco perché servirebbe un’agenzia per la natalità, sulla scia di quello che sta facendo il Giappone. Che spenderà 20 miliardi di euro nei prossimi 5 anni".

Cosa dovrebbe fare quest’agenzia speciale?

"Dovrebbe mettere attorno al tavolo tutti i ministeri che contano. Il tema non è risolvibile con un ministero senza portafoglio. Potrebbe anche essere diretta emanazione del dicastero, ma deve avere un peso tale da condizionare tutti, ponendosi un obiettivo da raggiungere. Ce lo dice l’Istat che siamo a un punto di non ritorno: servono 500mila nuovi nati entro il 2033".

Con gli Stati Generali volete spingere per una svolta anche in Parlamento?

"Sul tema c’è una grande disponibilita dal punto di vista culturale, ma ora serve una vera programmazione, che manca. La nuova legge di stabilità europea ha paletti molto stringenti, permette di allargare le maglie solo per ambiente e armamenti. È ora, quindi di fare pressione anche sull’Europa per inserire investimenti sulla natalità. Al tavolo politico degli ‘Stati’ romperemo le scatole anche su questo. Vogliamo essere un gruppo di pressione sempre costruttivo".

Le cose da cambiare?

"Serve una fiscalità più equa, oggi le famiglie pagano le tasse ancora in base al reddito e non alla composizione. E poi ci vuole più solidarietà sociale, ecco perché convochiamo tutti: sport, spettacolo, imprese, banche, serve un lavoro di squadra perché da qui ai prossimi 20 anni abbiamo una partita da non perdere. Ma anche le Regioni e i Comuni possono fare di più: da un quoziente familiare nell’Irpef fino a tariffe calmierate per nidi e mense, tutti possono dare una mano".

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