La generazione tutta social e smartphone

Giovani sempre più dipendenti da Instagram, TikTok e YouTube. Cosa li spinge a passare sempre più tempo nel mondo virtuale?

La generazione tutta social e smartphone
La generazione tutta social e smartphone

La generazione Z comprende le persone nate tra la fine degli anni novanta del ventesimo secolo fino al 2012. Questa è la prima fra le altre che si è sviluppata con l’uso dei dispositivi tecnologici sin dall’infanzia; proprio per questo chi ne fa parte è stato definito ’nativo digitale’.

Oggi i ragazzi passano più tempo davanti allo schermo invece di uscire con gli amici o leggere libri e utilizzano internet per qualsiasi tipo di comunicazione attraverso messaggi, like e post. Quasi sempre senza il controllo di un adulto. Troppo presto, troppo a lungo. I ragazzi ricevono i cellulari in regalo spesso a 10 anni. Il 30% ha un telefono di base e il 12% ha il cellulare di ultimo modello. Tra questi la maggior parte è costantemente online.

In questi anni i ragazzi e gli adulti utilizzano social sempre più moderni. Infatti, analisi recenti sui social più usati ci dicono che Instagram si trova al primo posto con il 90% dei giovani che lo apprezza; segue Tik Tok (in crescita) con un apprezzamento di 8 ragazzi su 10 e Youtube che si posiziona più in basso, seguito da Spotify e Twitch. Nascono nuovi social e crescono i BeReal, l’ultima novità che consiste nel fotografarsi in un qualsiasi momento della giornata con la fotocamera interna e quella esterna.

Negli ultimi anni si parla di “Internet Addiction Disorder”: la dipendenza da Internet è paragonabile al disturbo del gioco d’azzardo, cioè non riuscire a resistere all’impulso di scommettere online nonostante si conoscano le conseguenze. In questo caso non si tratta di fare a meno di una materia o persona, ma del mondo di internet. Una dipendenza che può diventare un disturbo.

Molto diffusa è anche la dipendenza dai videogiochi, che porta i ragazzi a distaccarsi, quasi a

perdere il contatto con la vita sociale. Conseguenza? Perdita di ore di sonno, tendenza a rimanere isolati, difficoltà a concentrarsi, brutti risultati a scuola, ritiro dalla vita sociale e un generale peggioramento della salute. La situazione si è aggravata a causa della pandemia che sembra aver cambiato le prospettive: i ragazzi sono desiderosi di guadagnare tutto subito e in fretta, senza pensare al valore delle loro scelte future. Ne derivano problemi di autostima, disturbi alimentari e ansia sociale.

E poi ci sono le eccezioni come Jannik Sinner, ma questa è un’altra storia.

In redazione gli alunni della classe 3C della scuola secondaria di primo grado ’Testoni Fioravanti’, IC 5 Bologna: Aamira Basma, Aboufaris Adam, Laurentiu Bargan, Casarini Marco, Casciano Alessio, Chebbatti Marwane, Hossain Simon, Iannarone Federico, Maiolo Antonio, Medina Perez Chanel, Piggioli Sofia, Pinzon Mariana, Plavci Luljeta, Preda Ambra Maria, Qiouami Ilias,

Rahaman Hada, Regueiro Davide, Sannino Gabriel, Taddé Noemi, Vignoli Amelia, Zhang Jiaxiang.

Gli alunni sono coordinati dalla prof.ssa Tiziana Donatella Traini e dal prof. Valentino Sinacori

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