La nomina della grillina Sarti. Asse Pd-M5s alle Comunali?. Muro di Azione e Italia Viva

Il calendiano Lombardo: "In alcuni paesi saremo alternativi". La renziana Pigoni: "Siamo distanti". Pd diviso. De Maria: "Giulia farà bene, sì ad alleanze larghe". Paruolo: "Lepore aggira le regole".

La nomina della grillina Sarti. Asse Pd-M5s alle Comunali?. Muro di Azione e Italia Viva

La nomina della grillina Sarti. Asse Pd-M5s alle Comunali?. Muro di Azione e Italia Viva

"Il campo largo? Rischia di restringersi, visto che il M5s è ormai svuotato nei territori". La battuta è di Marco Lombardo, senatore di Azione, prossimo segretario regionale dei calendiani, all’indomani dell’ingresso della penta

stellata Giulia Sarti nella squadra di Matteo Lepore in Comune e Città metropolitana. Ma la boutade potrebbe avere un impatto concreto. Il patto giallo-rosso rischia, infatti, di lasciare fuori dalla coalizione di centrosinistra per le prossime amministrative del 9 giugno 2024 l’ala moderata che va da Azione a Italia Viva. I partiti riformisti, sebbene con sfumature diverse, fanno muro. Lombardo detta una linea precisa (già delineata un mese fa dopo aver partecipato al congresso di Fratelli d’Italia): "Ci sono candidati del Pd che sono riformisti e che noi siamo pronti ad appoggiare. Ma in altri casi non esiteremo a sostenere candidature alternative al centrosinistra, da Sant’Agata bolognese a Crevalcore e Galliera, oltre a diversi comuni dell’Appennino".

Candidature, insomma, che in alcuni territori verrebbero appoggiate anche dal centrodestra. Parole con una precisa strategia politica: dimostrare di essere l’ago della bilancia in vista delle Regionali 2025 e delle prossime Comunali in città. I malumori per la new entry grillina in Comune e Città metropolitana, però, contagiano anche Italia Viva con Giulia Pigoni, capogruppo dei renziani in Regione, che si lascia andare: "La linea M5s è molto lontana dalla nostra. Una larga coalizione alle Comunali? Beh, con i 5 Stelle facciamo fatica a convivere. Spostare l’asse delle alleanze troppo a sinistra è un errore". Più cauta Lina De Troia, presidente provinciale di Iv: "Oggi è ancora presto per parlarne, ma avremmo preferito una coalizione senza il M5s".

I 5 Stelle, comunque, festeggiano ("si dà il via a un percorso comune in tutta l’Emilia-Romagna", dicono i coordinatori regionali Marco Croatti e Gabriele Lanzi), mentre il Pd, come da tradizione, si divide. Il deputato Andrea De Maria plaude alla nomina di Sarti, mentre il consigliere regionale Giuseppe Paruolo (della minoranza dem) boccia l’ingresso dell’ex deputata stellata. "So che Giulia farà un ottimo lavoro", dice De Maria, auspicando alleanze larghe nel 2024. Paruolo, invece, pur sottolineando di "non avere preclusioni sull’alleanza con i 5 Stelle", precisa "che la convergenza sull’ambiente è possibile, mentre quella su temi troppo radicali rischia di tenere fuori i riformisti del Pd e dell’ex Terzo Polo". Ma la critica del dem è soprattutto sul modus operandi di Lepore: "La legge fissa un limite al numero di assessori e andrebbe rispettata in modo sostanziale, non solo in maniera formale. Se si tratta di nomine di staff, vanno presentate come staff e non come assessori. Perché sono ruoli profondamente diversi". No, insomma, "a una interpretazione creativa delle norme. Le regole non vanno aggirate. E la Città metropolitana non può essere ridotta a ruota di scorta di Palazzo d’Accursio".

Contrario all’ingresso di Sarti anche il neosegretario provinciale di Azione, Serse Soverini: "La città di Bologna è diventata un circo politico di tristi dilettanti allo sbaraglio". E non lesina critiche all’ex deputata, delegata alla Legalità e alla lotta alle mafie, sottolineando le vicende più discusse. Dai bonifici al M5s alla "condanna per diffamazione (in primo grado, ndr) a un giornalista" del Carlino, fino a "una delle più strampalate e assurde riforme delle pensioni basata su errori aritmetici".

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